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Retrogusto

Poma, le Sorelle che vogliono sedurre Milano

Vladimiro e Caterina Poma, in cucina lui, in sala lei, sono i due osti che hanno aperto un mese fa a Lambrate un locale che ha già incuriosito i gourmet della città. Un locale doppio (osteria all’ingresso, trattoria nella parte più nascosta, che aprirà in autunno) che riproduce la filosofia di Silvano, da cui arrivano: vini non convenzionali, menu di mercato e un’informalità che mette a suo agio tutti

sorellepoma

La ristorazione milanese va per fiammate. Locali che vanno di moda per mezzo anno (la nota regola dei sei mesi), file e prenotazioni impossibili, finché la moda passa e restano i fedelissimi, fin quando non si stancano anche loro.

In pochi resistono. E tra essi chissà se ci sarà Sorelle Poma, il locale aperto il 6 luglio scorso in via Porpora 154, nel quartiere Lambrate, nuovo progetto dei fratelli Caterina (in sala) e Vladimiro (in cucina) Poma, ma la loro storia fa ben sperare. Entrambi sono infatti professionisti già molto conosciuti negli ambienti gastronomici della città.

Vladimiro Poma è uno degli chef cresciuti all’ombra di Cesare Battisti, con cui ha lavorato come sous chef al Ratanà. In precedenza ha maturato esperienze internazionali in Perù, nelle cucine di Astrid y Gastón, uno dei ristoranti simbolo della gastronomia sudamericana, oltre ad aver fatto parte del primo gruppo di cucina dell’Erba Brusca. Ma soprattutto negli ultimi tre anni ha fatto da oste nei primi passi di Silvano, Vini e Cibi al Banco nel quartiere di NoLo, uno dei pochi locali meneghini che si è sottratto alla regola dei sei mesi, e che va a gonfie vele anche dopo il suo addio.

Anche Caterina Poma arriva da una lunga esperienza nel mondo della ristorazione milanese. Insieme a Federica Battisti ha contribuito negli anni alla costruzione della carta dei vini del Ratanà e successivamente è stata anche lei protagonista dell’apertura di Silvano, assieme allo stesso Cesare Battisti e al fratello Vladimiro. Proprio quell’esperienza sembra aver rappresentato una tappa di avvicinamento verso un locale completamente loro.

In realtà si può parlare di un soft opening. Attualmente Sorelle Poma è aperto soltanto nella parte dell’Osteria, all’ingresso, con i suoi colori pastello, il suo bancone dove bere vini per lo più non convenzionali, i suoi piattini di accompagnamento (e alcuni non li sopportano più, i piattini, a Milano) e l’impossibilità di prenotare. Poi dall’autunno arriverà anche la Trattoria, con una vera e propria carta ben costruita e la possibilità di fare una cena comme-il-faut, se lo desidera.

La filosofia dell’Osteria sarà molto semplice: togliere il superfluo. un menu volutamente corto che cambia seguendo la disponibilità del mercato. Non è ancora chiaro quali saranno i piatti, di certo noi non li abbiamo assaggiati, ma è possibile che ci siano i piatti storici di Vladimiro, l’Insalata russa, il Panino con la cotoletta, e poi paste fresche, verdure di stagione, lunghe cotture, ricette della tradizione italiana e piatti popolari reinterpretati con mano leggera.

Anche il servizio segue la stessa impostazione. L’obiettivo dichiarato dei due fratelli (anzi delle “sorelle”, come da nome che vuole ostentatamente trasgredire al tradizionale patriarcato della cucina italiana) è costruire un ristorante in cui cucina e sala lavorino come un unico organismo, senza gerarchie troppo marcate. Il cliente viene accolto con uno stile informale ma attento, in un ambiente pensato per invogliare a tornare più volte durante l’anno, anche grazie a un menu in continua evoluzione.

La carta dei vini riflette questa filosofia. Non cerca etichette da collezione o grandi ostentazioni, ma propone una selezione costruita per accompagnare i piatti con coerenza e prezzi accessibili. L’attenzione al vino, del resto, rappresenta uno dei punti di forza di Caterina Poma fin dai tempi del Ratanà e di Silvano.

Anche la scelta di Lambrate non è casuale. Negli ultimi anni il quartiere si è trasformato in uno dei laboratori gastronomici più interessanti di Milano, capace di attrarre progetti indipendenti e indirizzi lontani dalle dinamiche più turistiche del centro. Sorelle Poma si inserisce in questo contesto proponendo un’osteria che punta più sulla continuità che sull’effetto novità: un luogo da frequentare abitualmente piuttosto che una destinazione da provare una sola volta.

Le prime settimane di attività sembrano confermare l’interesse del pubblico. Sorelle Poma, aperto esclusivamente a cena, ha già raccolto recensioni positive, anche se ha sfruttato l’instagrammabilità delle nuove aperture, che scatenano i gourmet social. La fascia di prezzo resta contenuta, intorno ai 20-30 euro, coerente con la volontà di proporre una cucina accessibile senza rinunciare alla qualità.

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