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La stanza di Feltri

La solidarietà non è la rinuncia al controllo dei confini

Se una scelta la compie Giorgia Meloni, per una certa parte politica è automaticamente sbagliata

Migranti Ceuta

Gentile Direttore Feltri, in questi giorni si è molto discusso della decisione del governo italiano di mantenere i controlli alle frontiere con la Spagna dopo la gigantesca pressione migratoria che ha investito Ceuta. L’opposizione ha accusato Giorgia Meloni di avere isolato l’Italia e di avere messo in discussione lo spirito di Schengen. Eppure leggo che le autorità di Ceuta avrebbero lanciato un nuovo allarme: sui social e nelle chat circolerebbero appelli a organizzare un altro assalto il 15 agosto.

Giulio Guidi

Caro Giulio, la politica ha un difetto sempre più evidente: si giudicano le decisioni non sulla base dei fatti, ma dell’identità di chi le prende. Se una scelta la compie Giorgia Meloni, per una certa parte politica è automaticamente sbagliata. Se la stessa identica decisione fosse stata presa da qualcun altro, magari sarebbe stata definita responsabile, lungimirante, europea. È accaduto anche stavolta. Come sempre. Il governo è stato accusato di avere sospeso, sia pure temporaneamente, il normale regime di libera circolazione con la Spagna. Sono partite le solite prediche sullo «spirito europeo», sull’amicizia tra i popoli, sulla solidarietà. Belle parole. Peccato che i governi abbiano il dovere di confrontarsi con la realtà e non con gli slogan. Tu richiami il nuovo allarme diffuso a Ceuta. Effettivamente, nelle ultime ore sono emerse segnalazioni secondo cui su alcune chat e canali social circolerebbero inviti a organizzare un nuovo tentativo di ingresso di massa il 15 agosto, con l’indicazione di presentarsi meglio equipaggiati, portando acqua e viveri. Le autorità stanno monitorando questi messaggi e hanno rafforzato l’attenzione sul confine. La dimensione umanitaria esiste, eccome. Ma quando parliamo di decine di migliaia di persone che si muovono contemporaneamente verso un confine, non possiamo ignorare anche la dimensione organizzativa, logistica e di ordine pubblico. Una massa umana di quelle dimensioni non è un fenomeno ordinario. È una situazione eccezionale che mette sotto pressione servizi sanitari, forze dell’ordine, strutture di accoglienza, amministrazioni locali e procedure amministrative. La solidarietà non può trasformarsi nella rinuncia a governare i confini e nel sacrificio di un popolo. Perché quando uno Stato rinuncia a governare i propri confini, finisce inevitabilmente per governare peggio anche tutto il resto. E tutto, ma proprio tutto, comincia a sfuggire di mano.

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