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Aziende

E Porsche ammaina la bandiera dell’elettrico

Stop alla produzione della sportiva Taycan dal 2030 e pure la Macan ha i giorni contati

Nuovi pneumatici Pirelli per le Porsche d’epoca: tecnologia al servizio della tradizione

Presentata in pompa magna nel 2019, come avanguardia della strategia futura di Porsche, per la sportiva elettrica Taycan è già suonata la ritirata. La produzione dell’ammiraglia a batteria, la prima a proporsi con questa alimentazione, sarà infatti interrotta entro il 2030 visto l’impatto negativo con il mercato che non ha riconosciuto al modello il Dna sportivo del costruttore tedesco. La notizia è stata diffusa dal magazine economico WirtschaftsWoche, secondo cui «esisterebbe un accordo con il comitato aziendale, che tuttavia non sarebbe ancora stato formalizzato per iscritto», e fa riferimento a fonti interne. Secondo le notizie filtrate la decisione sarebbe stata presa dopo alcune valutazioni di trasferire la linea dall’impianto di Stoccarda a quello di Lipsia che opera al di sotto della propria capacità.

Questi i numeri più recenti del flop di Taycan: dalle quasi 41mila del 2023 a circa 16mila unità dello scorso anno, fino, con riferimento al primo semestre 2026, a poco più di 6mila vetture. Tra le ipotesi sul tavolo del board, diretto da gennaio da Michael Leiters (in foto), tornato in Porsche con il ruolo di comando dopo 8 anni trascorsi in Ferrari, ci sarebbe stata anche l’uscita di scena immediata di Taycan, ma alla fine ha prevalso l’ipotesi meno traumatica

Porsche, marchio della galassia Volkswagen, sta attraversando - come la capogruppo di Wolfsburg - una fase di grande difficoltà e tagli di posti alla cui origine è anche il mancato successo dell’offerta elettrica i cui piani sono in corso di revisione. Dopo Taycan, il cui destino è stato anticipato dal magazine, sotto osservazione è anche l’altro modello 100% elettrico della casa tedesca: il Suv compatto Macan. «Il nuovo progetto (non dovrebbe più essere battezzato Macan, ndr) - ha spiegato il ceo Leiters dovrà essere una vera Porsche».

Per la casa di Zuffenhausen le vendite, in generale, sono crollate del 16% nel primo semestre 2026, il volume più basso dal 2020, a causa del calo della domanda negli Usa e per la Cina che ha voltato le spalle ai tedeschi (richiesta giù di quasi un terzo). Diverso l’atteggiamento del Dragone nei confronti della prima auto elettrica di Ferrari, Luce, che ha visto la Cina premiare il suo esordio: sold out il lotto iniziale di 88 esemplari (550mila euro a listino), anche se la prova del nove è attesa per la seconda parte dell’anno.

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