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Aziende

Tata, scoppia la guerra di successione tra gli eredi

Secondo il Financial Times, Noel Tata starebbe preparando anche il figlio Neville, 33 anni, all’ingresso ai vertici

Eredità, si alleggerisce l'imposta di successione

Guerra tra gli eredi della dinastia indiana dei Tata, al vertice dell’omonimo conglomerato da 280 miliardi di dollari che controlla, tra l’altro, Jaguar, Land Rover e si appresta ad assumere il controllo di Iveco in Italia. I dissapori nella capogruppo Tata Sons hanno determinato il passo indietro di Natarajan Chandrasekaran, manager esterno alla famiglia e presidente dal 2017, che non chiederà un terzo mandato e lascerà il 20 febbraio 2027. Una resa maturata dopo mesi di tensioni. Noel Tata, fratellastro di Ratan Tata e presidente dei Tata Trusts - la rete di fondazioni filantropiche create dalla famiglia, che nel loro insieme controllano il 66% di Tata Sons - si sarebbe opposto al rinnovo di Chandrasekaran. I trust hanno poi annunciato la creazione di una commissione incaricata di individuare il successore, «il prima possibile». Tra i nomi circola quello di Tv Narendran, amministratore delegato di Tata Steel, ma non sono esclusi candidati esterni.

Dietro lo scontro c’è anche il futuro della holding. Chandrasekaran e i trust si sono divisi sulla quotazione in Borsa, mentre la Reserve Bank of India ha classificato Tata Sons tra le grandi «shadow bank», sottoponendola a obblighi di trasparenza. Restare non quotati significa invece mantenere intatto il controllo esercitato dalla famiglia attraverso i trust. A premere per la quotazione sono soprattutto gli Shapoorji Pallonji, che detengono il 18,4% della holding e da anni cercano una via d’uscita.

La successione potrebbe così segnare un cambio di stagione. Secondo il Financial Times, Noel Tata starebbe preparando anche il figlio Neville, 33 anni, all’ingresso ai vertici. La partita interessa direttamente anche l’Italia. Chandrasekaran è infatti l’architetto dell’operazione da 3,8 miliardi per Iveco, che dovrebbe perfezionarsi entro novembre. Quando il nuovo proprietario prenderà il controllo, il presidente che ha costruito l’acquisizione sarà già sulla via del congedo.

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