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Aziende

Eni, focus Argentina. Riassetto Plenitude

Il 26 novembre a Buenos Aires la firma del maxi-accordo per il gas naturale. E la società studia anche la telefonia mobile

CEO of ENI Claudio Descalzi gestures at the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) headquarters, ahead of the ''Argentina Week'', an event aimed at promoting investment and business opportunities, in Paris, Thursday, Oct. 1, 2026. (AP Photo/Teresa Suarez) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Grandi manovre in casa Eni. Da una parte, è stato perfezionato il riassetto di Plenitude (che secondo indiscrezioni guarda anche al mercato della telefonia mobile), dall’altra, procede secondo programma il percorso verso la decisione finale di investimento (FID) di Argentina LNG: uno dei principali progetti di gas naturale liquefatto al mondo.

Per quanto riguarda Plenitude, l’operazione si è conclusa con un aumento di capitale non proporzionale da 1,56 miliardi, sottoscritto per 1,08 miliardi da Ares e per 480 milioni da Eni. Un deal che valorizza Plenitude 10,75 miliardi, per un enterprise value di circa 13,1 miliardi. A seguito del riassetto, Eni detiene il 65,03% del capitale, Ares il 26,24% ed Energy Infrastructure Partners l’8,73%. Nel nuovo equilibrio tra i soci, il cda sarà composto da 9 membri: cinque indicati da Eni, compreso l’ad Stefano Goberti, tre da Ares, che esprimerà il presidente, e uno da EIP. Il riassetto rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso di apertura del capitale di Plenitude avviato con l’ingresso di EIP e proseguito nel 2025 con la cessione del 20% ad Ares, operazione che aveva portato nelle casse di Eni circa 2 miliardi. Una strategia che rientra nel più ampio piano di valorizzazione dei satelliti della transizione energetica che nel caso di Plenitude potrebbe ampliare il raggio d’azione alla telefonia: i colloqui sarebbero ancora esplorativi ma qualcosa si muove.

Parallelamente, Eni guarda all’Argentina, dove si avvicina un appuntamento cruciale per Argentina LNG. È prevista per il 26 novembre a Buenos Aires la firma della decisione finale di investimento del progetto, sviluppato da YPF insieme a Eni e alla società di investimento emiratina XRG. L’iniziativa prevede investimenti per 50 miliardi di dollari e ulteriori 25 miliardi di costi operativi nell’arco di 25 anni, per sviluppare le ingenti risorse di gas di Vaca Muerta destinate all’esportazione.

L’ad Claudio Descalzi, intervenendo all’Argentina Week di Parigi, ha confermato che la data indicata dal numero uno di YPF, Horacio Marín, è considerata raggiungibile. Uno dei passaggi decisivi riguarda la chiusura dei contratti di lungo termine per la vendita dei 12 milioni di tonnellate annue di LNG previste dal progetto e l’identificazione degli acquirenti. Al centro del progetto c’è la tecnologia FLNG che consente di realizzare direttamente offshore la liquefazione del gas naturale, tagliando i costi.

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