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Aziende

Poste compra un altro 1%. Tim verso il delisting

Il gruppo postale ha già cominciato a tracciare la catena di comando, con il consiglio d’amministrazione di Tim che dovrà coinvolgere l’amministratore delegato e il direttore generale di Poste prima di tutte le operazioni strategiche

Tim, annullato il maxi sequestro da 249 milioni sui servizi extra

I ribassi di Borsa sul titolo di Tim hanno accelerato i piani di Poste Italiane. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante e da Giuseppe Lasco ieri ha acquistato sul mercato un altro 1% del gruppo di telefonia con un esborso totale di oltre 159 milioni di euro, portando la sua partecipazione complessiva all’86,9%; si avvicina quindi la fatidica soglia del 90% che permetterebbe di accelerare verso il delisting da Piazza Affari di Tim.

I forti ribassi di ieri (l’ex monopolista ha ceduto in Borsa l’1,5% a 6,57 euro) hanno portato il titolo sotto la soglia del valore implicito dell’offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste che era a quota 6,65. Se avesse acquistato al di sopra di questo valore entro sei mesi dall’Opas, Poste avrebbe dovuto pagare la differenza al rialzo anche a tutti quelli che avevano consegnato le proprie azioni nel periodo di adesione all’offerta. Facile, ora, che nei prossimi giorni gli acquisti del gruppo - che vogliono lasciare come entità autonoma Tim, ma togliendola dalle quotazioni - proseguiranno fino a superare il 90%: dopo questa soglia Poste dovrà offrire agli azionisti rimasti la possibilità di vendere. Dopo questa fase in cui i soci possono decidere anche di non cedere le azioni, se Poste arrivasse al 95% potrebbe procedere con il cosiddetto squeeze out: vale a dire l’acquisto forzato dell’offerente di tutte le azioni rimaste fino ad arrivare a detenere la totalità delle azioni. Nel frattempo, il gruppo postale ha già cominciato a tracciare la catena di comando, con il consiglio d’amministrazione di Tim che dovrà coinvolgere l’amministratore delegato e il direttore generale di Poste prima di tutte le operazioni strategiche. Tra gli obiettivi delle nozze, anche la volontà di promuovere il consolidamento del settore delle telecomunicazioni. Su questo tema, ieri l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha detto a un evento a Bruxelles che «prima di parlare di campioni europei dobbiamo essere molto pragmatici: bisogna facilitare il consolidamento all’interno dei singoli mercati nazionali».

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