Webuild non rilancia su Trevi, ma abbassa dal 66,7% al 50% (più 1 dei diritti di voto) la partecipazione minima per rendere efficace l’offerta. Il gruppo guidato da Pietro Salini conferma quindi a 4,50 euro per azione, tutti in contanti, la propria Opa sulla società cesenate e sceglie di giocare la partita con la rivale Icop «smontandone» l’offerta. In una nota, a seguito del cda di ieri, il gruppo mette in dubbio la proposta «rivale» annunciando un esposto a Consob per presunte irregolarità sul rilancio annunciato il 25 settembre che ha portato a 0,165 il numero di azioni Icop offerte per ogni titolo Trevi con una valorizzazone fino a 5,049 euro per azione Trevi. Webuild contesta che questo sia il valore effettivo dell’offerta. Elaborando le valutazioni degli advisor di Trevi,
Mediobanca e Vitale, stima infatti in circa 3,4 euro per azione il valore medio implicito del concambio Icop (contro i suoi 4,50 euro cash).
La differenza, secondo Webuild, nasce dalla natura del corrispettivo: chi aderisce alla proposta Icop non incassa denaro, ma riceve azioni di una società dal flottante molto ristretto. Solo il 16,18% del capitale è infatti sul mercato. Webuild evidenzia inoltre che il rilancio prevede l’emissione di 10,8 milioni di nuove azioni, più del doppio dell’attuale flottante. Nel mirino c’è quindi la liquidità del titolo Icop. Dal collocamento del luglio 2024, il titolo si è apprezzato di oltre il 400%, ma con volumi di scambio contenuti. Per Webuild, questo rende difficile considerare il prezzo di mercato come una misura rappresentativa del valore delle azioni che Trevi riceverebbe
in concambio. A ulteriore rinforzo della propria tesi, Webuild mette sul tavolo anche i multipli e critica la struttura finanziaria di Icop passata da una posizione finanziaria netta positiva di 15,5 milioni a fine 2024 a un indebitamento netto di 183,7 milioni a giugno 2026.
«Con l’integrazione di Trevi, l’indebitamento lordo pro forma salirebbe a 483 milioni», spiega la nota. Anche il piano industriale Icop, osserva Webuild, prevede una crescita dei ricavi del 15-17% medio annuo al 2029, superiore ai tassi di sviluppo indicati per i mercati di riferimento.
