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Aziende

Territori protagonisti della transizione, il modello Enel tra energia e valore condiviso

Dalla Spagna agli Stati Uniti, passando per Sudamerica e Italia, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo lega lo sviluppo degli impianti energetici a progetti capaci di produrre benefici sociali, ambientali ed economici per le comunità locali

Transizione energetica

La transizione energetica non si misura soltanto in megawatt installati, reti più moderne e nuova capacità rinnovabile. Si misura anche nella capacità di trasformare gli investimenti in occasioni di crescita per i territori che ospitano impianti e infrastrutture. È su questo terreno che Enel sta costruendo un modello fondato sul dialogo con comunità, imprese, istituzioni e stakeholder locali, integrando lo sviluppo energetico con le priorità sociali, economiche e ambientali.

La sostenibilità, nella visione dell’azienda, va oltre la decarbonizzazione del sistema energetico e si traduce anche nella capacità di rafforzare il tessuto economico locale, migliorare la qualità della vita e accompagnare le comunità nella trasformazione in corso.

In Spagna, ad esempio, due impianti fotovoltaici situati tra Carmona e La Rinconada, in provincia di Siviglia, rappresentano un modello di integrazione tra sviluppo delle energie rinnovabili ed economia locale, contribuendo alla valorizzazione del territorio. Las Corchas e Los Naranjos ne sono un esempio concreto ed innovativo: qui la produzione di energia si integra con le attività agricole attraverso l’allevamento ovino per il controllo naturale della vegetazione e la coltivazione di erbe aromatiche.

È qui che si inserisce anche il progetto “Miel Solar”, che coinvolge apicoltori locali nella produzione di miele all’interno degli impianti rinnovabili. A Las Corchas questa integrazione tra energia e biodiversità prende forma attraverso un innovativo apiario solare, dotato di alveari intelligenti con sensori, telecamere e GPS. Un’iniziativa che dimostra come Enel, attraverso la sua controllata spagnola Endesa, protegge l’ecosistema e sostiene l’economia locale con una transizione energetica condivisa e in armonia con il territorio. Questo approccio si riflette non solo nelle soluzioni adottate per favorire la biodiversità, ma anche nei risultati generati per le comunità locali. Gli impianti, tra l’altro, hanno una capacità complessiva di 100 MW e producono 202 GWh l’anno. Accanto agli importanti numeri industriali c’è il piano socioeconomico sviluppato ragionando in un’ottica di coinvolgimento totale della popolazione locale. Sono stati effettuati 60 incontri con 23 realtà del territorio, 179 posti di lavoro sono stati offerti nella fase di costruzione e sono state erogate quasi 10 mila ore di formazione per 194 partecipanti, con corsi dedicati anche alla manutenzione degli impianti, all’utilizzo dei droni in campo energetico, all’apicoltura e al compostaggio.

Una logica simile viene applicata negli Stati Uniti. In Texas, il progetto agrivoltaico “Blue Jay” si estende su circa 2.700 acri, combina 270 MW di capacità solare con un sistema di accumulo da 59 MW e utilizza il pascolo ovino per la gestione della vegetazione. Il sito comprende inoltre habitat per gli impollinatori e apiari gestiti con il coinvolgimento di veterani di guerra. In USA il “dual-use solar” sta passando da sperimentazione a pratica sempre più diffusa proprio per l’alto valore che dà ai territori dove insistono impianti energetici.

Il valore condiviso passa anche dall’economia circolare. In Argentina, Edesur, controllata di Enel, ha sviluppato un progetto di recupero delle vecchie uniformi aziendali, trasformate in borse, grembiuli, porta computer e altri prodotti grazie a una filiera che coinvolge realtà sociali e cooperative. Più di 2.200 articoli sono già stati realizzati, evitando che i tessuti diventassero rifiuti e generando lavoro per 111 famiglie con un impatto positivo sul territorio per migliaia di persone.

In Colombia, con il progetto “Tejiendo Sueños con Energía”, le uniformi dismesse vengono invece trasformate in zaini scolastici donati agli studenti nelle aree in cui opera l’azienda. Nel 2026 sono stati distribuiti 3.636 kit in 23 comuni, mentre dal 2021 ad oggi i bambini raggiunti sono stati oltre 14 mila. Il modello è stato esteso anche a Panama e Guatemala.

In Cile, l’attenzione si è concentrata invece sulla povertà energetica. Il programma “Tu Energía, Tu Hogar”, realizzato da Enel Distribución insieme alle amministrazioni locali, interviene direttamente nelle abitazioni attraverso la revisione degli impianti elettrici, la sostituzione di apparecchi inefficienti, il miglioramento dei sistemi di riscaldamento e acqua calda e la distribuzione di kit per l’efficienza energetica. Nel suo sviluppo il programma ha già interessato oltre 150 famiglie.

Esperienze diverse per geografia e contenuti, ma accomunate dallo stesso principio: la transizione energetica può essere più solida quando i territori non vengono considerati solo come luoghi in cui installare infrastrutture, ma anche come protagonisti di un cambiamento positivo e condiviso. Per Enel significa affiancare agli investimenti in reti e rinnovabili iniziative capaci di generare occupazione, competenze, inclusione e tutela dell’ambiente.

Iniziative che Enel propone con le stesse modalità anche nel nostro Paese con tantissimi progetti, ad esempio, legati al volontariato aziendale e alla tutela della biodiversità.

L’azienda coniuga la transizione energetica con la tutela dell’ambiente attraverso una serie di innovazioni tecnologiche e scientifiche distribuite in tutta Italia. Tra le iniziative spicca la partnership con UNIMONT, che studia gli effetti del cambiamento climatico sul ghiacciaio dell’Adamello per proteggere gli ecosistemi alpini e le infrastrutture idroelettriche. Il Gruppo è attivo anche nella rigenerazione territoriale, come dimostra l’ex sito estrattivo di Santa Barbara in Toscana, trasformato in un’area naturale di 1.600 ettari con specie autoctone e corridoi ecologici per la fauna selvatica. Sul fronte della biodiversità animale, Enel implementa soluzioni mirate come il progetto “Idrolife” nel fiume Ticino per salvaguardare la savetta, pesce d’acqua dolce in via d’estinzione, e il gambero di fiume, dissuasori luminosi a Creva per proteggere l’anguilla europea. Infine, l’impegno si estende ai contesti industriali e urbani con la creazione di apiari sociali e didattici, come il “Bee Garden” a Roma e l’alveare della centrale di Civitavecchia, integrando così la salvaguardia del capitale naturale nelle scelte industriali dell’azienda.

Il programma di volontariato aziendale di Enel, confermato anche nel 2026 come parte integrante dell’impegno dell’azienda nella creazione di valore per le comunità, consente al personale di dedicare una giornata all’anno di permesso retribuito ad attività solidali, ambientali e culturali. L’iniziativa, strutturata per rafforzare il legame con i territori e supportare le comunità locali, coinvolge numerose organizzazioni del Terzo Settore, a partire dall’ecosistema dell’ente filantropico Enel Cuore. A questo fitto tessuto di solidarietà si aggiungono due importanti partnership nazionali: Legambiente e Touring Club Italiano. La collaborazione con Legambiente si focalizza sulla tutela degli ecosistemi e la cura del patrimonio naturale, attraverso monitoraggi e attività di pulizia di parchi e spiagge, come i progetti “Park Litter” e “Beach Litter”. La rinnovata sinergia con il Touring Club Italiano, nell’ambito dell’iniziativa “Aperti per Voi”, coinvolge le persone di Enel nell’affiancare i volontari dell’associazione nell’accoglienza dei visitatori, contribuendo a rendere accessibili palazzi storici, chiese, musei e siti d’interesse artistico altrimenti non aperti al pubblico, completando un modello aziendale integrato che unisce cura sociale, ambientale e culturale del territorio.

È in questo incontro tra tecnologia e comunità che si gioca una delle sfide più importanti della transizione energetica. Per il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, costruire un sistema più sostenibile non significa soltanto produrre energia pulita, ma anche generare valore duraturo per le persone e per i territori in cui il cambiamento prende forma.

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