Definizione di sciopero. “Astensione collettiva dal lavoro, a volte concordata, più spesso imposta, da parte di un gruppo di dipendenti - sempre quelli - per migliorare le proprie condizioni e peggiorare quelle degli altri”. Di solito il venerdì. Partecipanti: pensionati e centri sociali. Gente che già di suo non lavora.
Arriva ottobre e ripartono gli scioperi. Il calendario è pieno. Il 2 e il 30 due scioperi generali - si fermano treni, agricoltura, marittimi, enti locali, scuola, forze dell’ordine, sanità, metalmeccanici - e il 16 mobilitazione nazionale per la scuola. Il 12 e 13 si fermano i treni in Sicilia. Il 3 i trasporti urbani a Genova. Il 9 nel Milanese, il 10 a Firenze, il 12 a Bari, il 15 a Foggia. Il 15-16 i trasporti marittimi a Napoli e Salerno. Un giorno a caso stanno a terra gli aerei. Poi c’è lo sciopero dei magistrati dal 5 al 7 e quello dei Vigili del Fuoco il 16. E per tutti gli altri non abbiamo spazio.
Si sciopera contro la guerra, contro i salari bassi, il caro benzina e dei generi alimentari, per l’indipendenza energetica, contro la Meloni e contro il Ponte (ma non il ponte).
Le sigle interessate sono Cgil, Csle, Fi-si, Filt, Fit, Ugl. Gulp!
“Certo che Landini è uno che ha fatto del non lavorare un lavoro. E guadagna quattro volte l’operaio iscritto al suo sindacato”. “Ma cosa c’entra! Dai non fare quello del Giornale...”.
Comunque. Landini ogni giorno si sveglia e ha il dubbio se battersi per il salario minimo o la settimana corta. E puntualmente sceglie la seconda. «Venerdì sciopero!». Sabato Courmayeur. E domenica riposo.
