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Giù la maschera

I sindacati a favore del ponte

Landini ogni giorno si sveglia e ha il dubbio se battersi per il salario minimo o la settimana corta

Il segretario nazionale Cgil Maurizio Landini all'iniziativa per la prima della due giornate milanesi organizzate per la nascita della Cgil avvenuta nel 1906 proprio nel capoluogo lombardo, Milano, 29 settembre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Definizione di sciopero. “Astensione collettiva dal lavoro, a volte concordata, più spesso imposta, da parte di un gruppo di dipendenti - sempre quelli - per migliorare le proprie condizioni e peggiorare quelle degli altri”. Di solito il venerdì. Partecipanti: pensionati e centri sociali. Gente che già di suo non lavora.

Arriva ottobre e ripartono gli scioperi. Il calendario è pieno. Il 2 e il 30 due scioperi generali - si fermano treni, agricoltura, marittimi, enti locali, scuola, forze dell’ordine, sanità, metalmeccanici - e il 16 mobilitazione nazionale per la scuola. Il 12 e 13 si fermano i treni in Sicilia. Il 3 i trasporti urbani a Genova. Il 9 nel Milanese, il 10 a Firenze, il 12 a Bari, il 15 a Foggia. Il 15-16 i trasporti marittimi a Napoli e Salerno. Un giorno a caso stanno a terra gli aerei. Poi c’è lo sciopero dei magistrati dal 5 al 7 e quello dei Vigili del Fuoco il 16. E per tutti gli altri non abbiamo spazio.

Si sciopera contro la guerra, contro i salari bassi, il caro benzina e dei generi alimentari, per l’indipendenza energetica, contro la Meloni e contro il Ponte (ma non il ponte).

Le sigle interessate sono Cgil, Csle, Fi-si, Filt, Fit, Ugl. Gulp!

“Certo che Landini è uno che ha fatto del non lavorare un lavoro. E guadagna quattro volte l’operaio iscritto al suo sindacato”. “Ma cosa c’entra! Dai non fare quello del Giornale...”.

Comunque. Landini ogni giorno si sveglia e ha il dubbio se battersi per il salario minimo o la settimana corta. E puntualmente sceglie la seconda. «Venerdì sciopero!». Sabato Courmayeur. E domenica riposo.

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