È morto a 87 anni Giuseppe “Beppe” Ramonda, ultimo dei tre fondatori delle “Sorelle Ramonda”, la catena di grandi magazzini di abbigliamento nata a Montecchio Maggiore e diventata una delle realtà più importanti del settore. L’imprenditore ha accusato un malore nella serata di venerdì 4 settembre. Accompagnato in ospedale, è morto alcune ore dopo a causa di un arresto cardiaco. Ramonda aveva festeggiato il suo 87esimo compleanno il 31 luglio. I funerali si terranno lunedì 7 settembre alle 15 nella frazione di Alte Ceccato, dove viveva e dove è cominciata la storia della famiglia.
Le origini dell’impero Ramonda
Le origini dell’impresa risalgono agli anni Trenta, quando Amalia, madre di otto figli, percorreva in bicicletta l’Alto Vicentino vendendo bottoni e stoffe e scambiandoli con i prodotti dei contadini. Negli anni Cinquanta l’attività ambulante si trasforma in un emporio. La svolta arriva nel 1954, quando la famiglia rileva ad Alte Ceccato il negozio di scampoli e tessuti “Mamma Gigetta”, di fronte alla fabbrica Ceccato. Da quei primi 150 metri quadrati nasce un’attività destinata a crescere, passando dai tessuti all’abbigliamento e poi all’arredamento per la casa. Oggi il gruppo conta circa cinquanta negozi tra Veneto, Lombardia, Trentino e Austria e registra un fatturato di circa 300 milioni di euro. Ad Alte Ceccato si trova il più grande punto vendita, con una superficie di 20 mila metri quadrati. Ramonda è rimasto legato al lavoro fino alla fine. Ancora giovedì pomeriggio era alla cassa del negozio, come ha raccontato sui social un cliente: “Ci siamo scambiati anche qualche battuta”. Il 2 giugno 2008 è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica, per il “merito e l’impegno imprenditoriali dimostrati con responsabilità etica e social”. Il figlio Marco, amministratore delegato, aveva ricordato una delle lezioni ricevute dal padre: “Mio padre mi ha insegnato a non pensare mai troppo negli affari. Per esempio, nell’acquisizione di nuovi negozi, mi diceva: ‘Non pensare, compralo’”.
Il cordoglio delle istituzioni
Per il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, “La scomparsa di Giuseppe Ramonda lascia un grande vuoto nel mondo dell’impresa veneta e, prima ancora, nella nostra comunità. Giuseppe Ramonda è stato uno straordinario imprenditore veneto. Insieme a Maria e Ginetta ha saputo trasformare una storia familiare, nata dal lavoro e dal sacrificio, in una realtà conosciuta ben oltre i confini della nostra regione, senza mai perdere il legame con la propria terra. La sua vicenda racconta il Veneto migliore: quello che sa rimboccarsi le maniche, avere coraggio, innovare e costruire, generazione dopo generazione. Oggi perdiamo una figura che ha rappresentato un’intera stagione dello sviluppo economico e sociale della nostra terra. Ma ciò che ha costruito, insieme agli insegnamenti che ha saputo trasmettere, continuerà a vivere nella sua famiglia, nell’azienda e nelle tante persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo”.
La sottosegretaria al ministero delle Imprese e del Made in Italy Mara Bizzotto ha dichiarato: “Con la scomparsa del Cavaliere Giuseppe Ramonda il Veneto perde un grande capitano d’impresa e un simbolo del Made in Italy. Insieme alle sorelle Maria e Ginetta ha trasformato con coraggio e sacrificio un’attività familiare nata nella nostra terra vicentina, a Montecchio Maggiore, in un colosso del commercio capace di creare oltre mille posti di lavoro. Da vicentina e da rappresentante del Governo esprimo la mia vicinanza alla famiglia in questo momento di profondo dolore: l’eredità imprenditoriale e i valori del Cavaliere Ramonda restano un patrimonio fondamentale per tutto il Nord-Est e l’Italia intera”.
Francesco Rucco, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha ricordato che “Se ne va un imprenditore che ha contribuito a trasformare un’attività familiare nata nel nostro territorio in una realtà conosciuta a livello nazionale e internazionale, dando vita a una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra”. Il vicesindaco e assessore alle attività produttive di Montecchio Maggiore Gianfranco Trapula ha parlato di Ramonda come di “un gigante delle attività commerciali a Montecchio Maggiore”. “È stato una guida per tanti montecchiani e per tante giovani generazioni che hanno trovato occupazione nella sua azienda. Sorelle Ramonda rimarrà, anche dopo la sua scomparsa, un marchio indelebile di Montecchio Maggiore”.
Le parole di Luca Zaia
Anche Luca Zaia, ricordando una visita all’azienda, aveva definito quella dei Ramonda “una delle storie più significative dell’imprenditoria veneta del dopoguerra”. “È la storia di una famiglia di pionieri del retail, fatta di intraprendenza, sacrificio, passione e capacità di guardare avanti”. Il presidente del Consiglio regionale aveva poi concluso: “Alla famiglia Ramonda rivolgo il mio più sincero sentimento di vicinanza e cordoglio”. Maria era morta il 15 ottobre 2020 a 94 anni, mentre Ginetta era scomparsa il 28 luglio 2022 a 85 anni dopo una lunga malattia. Con Giuseppe si chiude così la storia dei tre fratelli che hanno trasformato una piccola attività di famiglia in un marchio dell’imprenditoria vicentina.
