Generali rafforza la presa in terra iberica. Il Leone di Trieste, tramite la controllata spagnola Generali Spagna, ha staccato un assegno da 150 milioni di euro per mettere le mani sul 9,9% circa di Banco de Crédito Cooperativo (BCC), holding di Grupo Cooperativo Cajamar (GCC) con l’intento di rinsaldare ulteriormente la partnership di bancassurance ormai ultraventennale con Cajamar, uno dei principali gruppi finanziari spagnoli con 950 filiali, 4 milioni di clienti e premi per circa 4,1 miliardi di euro. L’acquisizione, il cui perfezionamento è previsto nella seconda metà del prossimo anno, sarà realizzata dalla controllata spagnola attraverso il proprio portafoglio di investimenti e non avrà un impatto materiale sul Solvency Ratio del gruppo assicurativo triestino. La compagnia guidata da Philippe Donnet rimarca come l’investimento vada a rafforzare l’allineamento strategico tra le due società e consolidi il ruolo di Generali come partner assicurativo di riferimento in terra iberica. Meno di un anno fa Trieste ha completato l’integrazione in Generali Spagna di Liberty Seguros, la più grande operazione di M&A del gruppo nell’ultimo decennio. Il business spagnolo contribuisce non poco ai risultati dell’intero gruppo, con un contribuito per 400 milioni di euro da parte di Generali Spagna al risultato operativo del 2025.La partnership con Grupo Cooperativo Cajamar «ha generato, per oltre due decenni, una crescita solida e costante, oltre a uno straordinario valore per i nostri clienti», ha sottolineato Giulio Terzariol, direttore generale - group deputy ceo di Generali, aggiungendo che questo investimento riflette la fiducia nel potenziale di lungo periodo della partnership «e il nostro impegno a rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Spagna, uno dei mercati europei di riferimento per il Gruppo. Guardiamo con fiducia all’ulteriore sviluppo di questa collaborazione negli anni a venire, a beneficio dei nostri clienti».Intanto, dal quartier generale del Leone arrivano conferme circa la ricezione della missiva firmata Luigi Lovaglio e nella quale il ceo di Banca Mps prospetta una serie di aree di possibili collaborazioni. Da Trieste ci sarebbe, stando a quanto risulta al Giornale, disponibilità a discutere su potenziali accordi di distribuzione a prescindere dall’esito dell’assemblea del 29 ottobre in cui i soci del Monte saranno chiamati a esprimersi sulle due Ops su Banca Generali (di cui Generali è socio di riferimento con più del 50%) e su Banco Bpm che Lovaglio ha messo in campo in risposta all’Opas lanciata su Siena da Intesa Sanpaolo.
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