Arriva il primo, grande passo avanti nell’iter autorizzativo dell’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Montepaschi. Ieri l’Ivass, l’autorità di vigilanza del settore assicurativo, ha dato la sua autorizzazione preventiva all’acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Assicurazioni Generali, Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni. Nel primo caso, acquisendo Mps, Intesa prenderebbe il controllo anche di Mediobanca, che detiene una partecipazione del 13,3% in Generali. Le altre due, invece, sono joint venture al 50% con il gruppo francese Axa nei rami Vita e Danni, i cui accordi scadranno nell’ottobre 2027.
Quello dell’Ivass è un provvedimento che fa gioco al gruppo guidato da Carlo Messina anche nell’ottica dell’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Antitrust, del resto, nell’aprire l’istruttoria nei giorni scorsi aveva incluso nel suo approfondimento gli effetti della concentrazione sui mercati assicurativi e, nell’ambito del procedimento, dovrà acquisire il parere dell’Ivass. I giudizi delle due autorità resteranno giuridicamente distinti, con l’Agcm chiamata a valutare gli aspetti concorrenziali, ma il fatto che l’Ivass abbia già autorizzato l’acquisizione delle quete assicurative rappresenta un elemento significativo.
Anche sul fronte Antitrust, tuttavia, dal testo dell’istruttoria era emerso che, per quanto riguarda Generali, la presenza di numerosi importanti azionisti consentiva di escludere che Intesa Sanpaolo potesse esercitare un controllo di fatto sul principale gruppo assicurativo italiano. Restano da vedere, invece, le valutazioni che emergeranno sulla distribuzione territoriale delle filiali, con Ca’ de Sass che ha già un accordo con Unipol per la cessione di un pacchetto di 635 sportelli.
Sul lato opposto della barricata, invece, l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, nei giorni scorsi è stato a New York per partecipare alla Barclays Global Financials Conference, dove ha illustrato agli investitori la doppia operazione su Banca Generali e Banco Bpm, pensata per sfuggire Intesa. E la prossima settimana potrebbe volare a Londra. Intanto il consiglio di amministrazione di Mps dovrebbe riunirsi la settimana prossima anche per procedere alla convocazione dell’assemblea, in calendario per il 29 ottobre. Quella sarà la vera data da segnare sul calendario, perché il voto sarà dirimente per capire se ci sarà o meno sul piatto una proposta alternativa a quella di Carlo Messina. In quell’assise Lovaglio, con Mps soggetta alla passivity rule, dovrà incassare l’ok dei due terzi degli azionisti presenti per portare avanti le due operazioni. Una mission impossible, vista la più che probabile contrarietà di un grande azionista come Caltagirone e il fatto che molti grandi fondi - azionisti sia di Intesa sia di Mps - hanno votato a favore dell’operazione promossa da Ca’ de Sass.
