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Economia

Mps, Intesa alza l’offerta, piano Lovaglio all’angolo

Ca’ de Sass aumenta di 0,25 euro il corrispettivo cash dell’Opas ma avverte: “Proposta inefficace se l’assemblea di Siena approva quelle targate Montepaschi”

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«Non sarà un referendum». Il mantra che Luigi Lovaglio andava ripetendo da settimane in vista dell’assemblea del 29 ottobre da ieri sera si è sciolto davanti all’aut aut posto da Intesa Sanpaolo. I soci del Monte saranno chiamati a fare una scelta di campo netta che delineerà in maniera chiara il futuro della banca più antica del mondo. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha infatti chiarito che l’Opas su Mps decadrà se anche solo una delle due Ops previste dal piano Lovaglio, rispettivamente su Banco Bpm e Banca Generali, sarà approvata dall’assemblea. Infatti, in quel caso Intesa non si avvarrà della facoltà di rinunciare alle condizioni di efficacia e invocherà il loro mancato avveramento. L’Opas su Mps sarà inefficace anche nel caso di extra distribuzione di dividendi per i soci di Siena

Di contro, nel caso di prosecuzione dell’Opas, Ca’ de Sass andrà a incrementare la componente in denaro del corrispettivo di 25 centesimi di euro per ciascuna azione Mps portata in adesione. Confermato invece il rapporto di concambio di 16 azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 azioni Mps, con il controvalore totale dell’Opas che sale a 31,4 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi in azioni e 3,8 miliardi in denaro. Sulla base dei prezzi ufficiali del 5 giugno, il nuovo corrispettivo esprime una valorizzazione di 10,341 euro per azione Mps, contro gli 8,970 euro di allora, incorporando un premio del 15,3%.

Un vero e proprio prendere o lasciare posto ai soci del Monte, accompagnato da un giudizio fortemente critico verso il progetto predisposto da Lovaglio, ritenuto «particolarmente complesso» e caratterizzato da «elementi di incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione», anche perché l’integrazione con Mediobanca non è ancora completata. Di contro, ribadisce Intesa, l’Opas predisposta da Messina a inizio giugno «fondata su un razionale industriale chiaro, su una comprovata capacità di esecuzione e su una prospettiva credibile di creazione di valore sostenibile, genera un valore certo, immediato, sostenibile per gli azionisti di Mps e valorizza Siena», con Intesa pronta ad affiancare ulteriori iniziative concrete a favore di Siena e della Toscana. Intesa Sanpaolo auspica inoltre che il 29 ottobre gli azionisti di Rocca Salimbeni valutino la possibilità di non dare corso all’approvazione delle operazioni di fusione e scissione relative a Mediobanca.

Il piano predisposto da Carlo Messina prevede a regime sinergie per 2,9 miliardi di euro annui (di cui circa 1,5 miliardi di costo e 1,4 miliardi di sinergie di ricavo), andando a dare vita al secondo gruppo bancario quotato dell’Eurozona per capitalizzazione, con oltre 27 milioni di clienti e circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela su base pro-forma 2025, attese crescere a circa 2.000 miliardi entro il 2029.