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Banche

Unicredit e i tre dossier per espandersi in Italia

Interesse su BdM e Orvieto. Faro su Intesa-Mps

Progetti Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, punta all'integrazione con Commerzbank

Unicredit si muove su un doppio binario sul risiko bancario: in Germania e in Italia. Partendo dal secondo, il ceo Andrea Orcel non ha accantonato l’idea di fare qualcosa anche sul mercato domestico. Un dossier molto caldo è quello della privatizzazione di Bdm Banca (l’ex Popolare di Bari). Entro fine mese, dovrebbe scadere il termine per le offerte vincolanti con una sfida a quattro che dovrebbe vedere tra i protagonisti Unicredit, Iccrea-Bppb, il Credem, il Credit Agricole. Il gruppo guidato da Orcel sarebbe interessato anche a rilevare la Cassa di Orvieto. Bdm conta 217 sportelli, mentre Orvieto 41: se la spuntasse in entrambi i casi, sarebbe un affare da quasi 250 filiali. Oltre a questi due obiettivi, però, Unicredit mantiene le antenne alzate anche sul dossier Intesa-Mps e potrebbe farsi avanti qualora ci fossero richieste a Ca’ de Sass di ulteriori cessioni di filiali da parte dell’Antitrust.

Sul fronte tedesco, dove l’istituto italiano sta scalando Commerzbank, domani mattina Orcel avrà un faccia a faccia con il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil. Questo mentre il dialogo con la ceo di Commerz, Bettina Orlopp, non proseguirebbe spedito anche a causa dei rapporti tesi tra i due. Forse scorie di uno scontro nel corso dell’Ops - che ha portato Unicredit al 47,5% del capitale - che ha avuto picchi accesi.

Sta di fatto che il canale con il governo di Berlino è aperto: la prima richiesta sarebbe quella di mantenere quotata Commerzbank sul listino di Francoforte, cosa che Unicredit potrebbe ottenere mettendo in pista l’ipotesi di un reverse-merger (Commerz comprerebbe la sua controllata Hvb e non viceversa) che darebbe alla banca di Piazza Gae Aulenti il 70% circa della realtà combinata. Allo stesso modo, il governo potrebbe restare con una quota. L’altro nodo rappresenta la razionalizzazione della rete internazionale di Commerzbank, ritenuta troppo ridondante da Orcel

che invece vorrebbe replicare il modello più snello applicato nel gruppo Unicredit. Il fatto è che la rete internazionale di Commerz impiega 5mila persone, alcune di recente assunzione. Aspetto che andrà a incidere sull’altro fronte che sta a cuore al governo del cancelliere Friedrich Merz: ovvero quello occupazionale. Su questo argomento l’idea è che si possa arrivare a un compromesso, così come sulla richiesta federale di mantenere un livello soddisfacente di finanziamento alle imprese della Germania. Secondo quanto filtra, in seguito all’incontro con Klingbeil - nelle ore successive o al massimo nei giorni successivi - Orcel potrebbe vedersi con Jens Weidmann, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Commerz.

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