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Benessere

Ecco quando il mal di testa è un campanello d’allarme

Emicranie da non sottovalutare se arrivano all’improvviso. In genere sono di origine vascolare con rischio di ictus

Un aiuto per chi soffre di emicrania con aura

Sono oltre 15 milioni gli italiani che soffrono di cefalea, che convivono con emicranie ricorrenti più o meno fastidiose e dolorose, e che in questi giorni sono allarmati dalle notizie che trapelano dall’ospedale Hermanos Ameijeiras de L’ Avana, dove Alessandro Di Battista è ricoverato in seguito a un improvviso malore e dove è stato operato d’urgenza al cervello, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni cliniche. L’ex deputato dei 5Stelle era arrivato a Cuba con un volo intercontinentale, e appena atterrato sull’isola ha iniziato ad avere un forte mal di testa, di tipo insistente e ingravescente. Risultando insensibile ai comuni antidolorifici, e con il progredire del disturbo, dopo due tre giorni la cefalea persistente lo ha portato alla perdita di coscienza.

Ma quando ci si deve preoccupare di un semplice mal di testa, più o meno forte, quando capire che quel dolore deve destare attenzione medica perché potenzialmente pericoloso? I segnali d’allarme principali, chiamati red flags (bandiere rosse) che richiedono una valutazione urgente in un Pronto Soccorso sono quelli che compaiono improvvisamente in un soggetto di qualunque età che in passato non ha quasi mai sofferto di cefalea, che fanno il loro esordio con un dolore forte che tende a restare stabile o a crescere di intensità, che non diminuisce con l’assunzione dei comuni farmaci antalgici, e che anzi peggiora progressivamente nel tempo.

Se poi la potente cefalea si presenta dopo un trauma, una caduta, un colpo alla testa, ma anche se compare dopo un rialzo pressorio, dopo uno sforzo, dopo un atto sessuale oppure a riposo, e soprattutto se dopo poche ore si accompagna a sintomi neurologici, come perdita di forza, intorpidimento o formicolii persistenti, difficoltà a parlare, visione doppia, vertigine, perdita di equilibrio, confusione mentale, disorientamento o peggio convulsioni, allora, anche se presente uno solo di questi sintomi, è il momento di correre in ospedale per valutare strumentalmente la reale origine della sintomatologia, che di sicuro non può essere una semplice emicrania passeggera.

Quando il mal di testa compare all’improvviso, quando è diverso dal solito, quando presenta un dolore sordo e continuo, sia se localizzato alla nuca con rigidità del collo (impossibilità di toccarsi il petto con il mento) o in tutto il cranio come una morsa, e se coronato da nausea e vomito, febbre ed altri disturbi sistemici, è sempre consigliabile chiamare i soccorsi perché potrebbe trattarsi di una grave emergenza in atto.

In questi casi l’origine del mal di testa, che resta un sintomo molto importante e un allarme da non sottovalutare, è in genere di origine vascolare (ictus, emorragie), di origine pressoria (crisi ipertensive) oppure è causato da lesioni occupanti spazio, ovvero da neoformazioni benigne o maligne, le quali, originatesi nell’encefalo, quando crescono di dimensioni aumentano la pressione endocranica del cervello, il quale, non potendo espandersi poiché contenuto, custodito e costretto nella scatola cranica, va in sofferenza, inizia a dare come primo sintomo il feroce mal di testa a causa del conseguente edema cerebrale, per poi produrre segnali neurologici evidenti e specifici del problema in atto, secondo la sua localizzazione cerebrale.

È quello che, per esempio, accadde diversi anni fa all’onorevole Pierluigi Bersani, il quale, dopo aver accusato un improvviso e fortissimo mal di testa, mai provato prima, che era di tipo ingravescente e progressivo, si recò rapidamente in Pronto Soccorso, dove fu subito diagnosticato un problema vascolare, per il quale fu operato d’urgenza «a cielo aperto», ovvero con una piccola incisione della scatola cranica chiamata craniotomia, un delicato intervento neurochirurgico che però risolse definitivamente il problema e permise al deputato del Pd di riprendere del tutto la sua normale condizione di salute fisica e mentale. Questo è un esempio di come un paziente che viene colpito da una cefalea improvvisa e molto dolorosa, si rende conto e capisce immediatamente che si tratta di una condizione insolita, non gestibile in maniera autonoma, ma che necessita di una immediata valutazione clinica e strumentale in ospedale.

Fortunatamente la stragrande maggioranza dei mal di testa non è pericolosa, poiché si tratta di emicranie niente affatto gravi, cefalee che possono essere gestite facilmente dal paziente senza recarsi in ospedale, perché scatenate da diversi fattori che lo stesso paziente è in grado di indicare, come l’affaticamento fisico, la mancanza di sonno, l’ abuso di alcol o di farmaci stimolanti, l’effetto di cure ormonali, di alcuni alimenti, la ritenzione idrica o gli stress emotivi di ogni origine, ma comunque se tali disturbi compaiono in modo ricorrente e soprattutto se risultano ravvicinati, è sempre meglio richiedere una valutazione medica o neurologica per aver una diagnosi certa del disturbo in atto.

Il cervello è l’organo vitale più importante del nostro organismo, il più sensibile e quello sempre attivo, che controlla tutte le funzioni volontarie, involontarie, sensoriali e intellettive, quello che giorno e notte comanda e vigila sulla funzionalità tutti gli altri organi, cuore compreso, ed è sempre il primo a inviare segnali, tradotti in sintomi sentinella, quando insorge o sta per insorgere una patologia più o meno grave, ma nel momento in cui tale sintomatologia presenta una brusca accelerazione è indispensabile arrivare nel più breve tempo possibile in una struttura sanitaria in grado di affrontare l’emergenza.

Ascoltare ed interpretare i sintomi che vengono prodotti da qualunque organo del nostro corpo in anticipo rispetto alla malattia in atto è importante per permettere di poter agire rapidamente e in modo risolutivo, come altrettanto importante è non sottovalutarli, minimizzarli, imputarli allo stress o peggio ignorarli, perché i sintomi parlano, indicano e indirizzano verso il problema, sono il primo campanello d’allarme di una patologia sottostante che può essere risolta e guarita se diagnosticata in tempo utile.

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