La black list aumenta: i siti oscurati sono diventati 2073

Erano 500 il 24 febbraio 2006, qualche giorno fa sono diventati 2073 con un aumento del 40%, pari a quasi 600 unità, rispetto all’anno passato. Sono i siti oscurati in quattro anni dall’Amministrazione di Stato, quelli che offrono giochi online fuorilegge o comunque in contrasto con la nostra regolamentazione. Tutti con il suffisso «com» invece che «it». Desta sensazione il fatto che in poco meno di due mesi, dal 10 dicembre 2009 allo scorso 4 febbraio, la black-list si sia arricchita di altre 185 unità che in particolare propongono il bingo, preso d’assalto dopo l’apertura del mercato italiano alla versione telematica, ma anche il casinò e il poker. Nell’elenco generale è il poker che fa da padrone comparendo in 618 siti oscurati, seguito a debita distanza (318 casi) dal casinò. E non è finita. Nel nuovo aggiornamento finiranno altri 16 siti riconducibili al bookmaker estero Goldbet.
Ma cosa rischiano i proprietari/gestori di questi punti online? La Legge Comunitaria 2008 ha apportato importanti variazioni sul tema inasprendo le sanzioni penali per chi pubblicizza e offre gioco online senza averne la relativa concessione. Si arriva alla reclusione da 6 mesi a 3 anni. Più lieve la pena prevista (arresto da 3 mesi a un anno e /o ammenda da 500 a 5mila euro) per coloro che, pur in possesso dei giusti titoli, raccolgono gioco al di fuori delle modalità previste. I giocatori invece non corrono alcun rischio. È stata stralciata la norma che comportava pene pecuniarie e accessorie per quanti giocavano su siti non autorizzati. Ma non è detta che possa essere ripristinata con l’obiettivo di responsabilizzare proprio gli utenti. La legge, inoltre, consente ai Monopoli di sospendere la licenza in presenza di accessi non consentiti alle aree di gioco, come accade solitamente con i clienti non registrati nel sistema centrale di Aams. In caso di recidiva c’è la revoca. È paradossale che molti utenti si rivolgano a siti considerati fuorilegge nonostante la presenza di punti online autorizzati che non solo offrono uguali tipologie di gioco e quote pressoché identiche, ma si portano appresso il marchio di garanzia dello Stato. Il giocatore corre rischi inutili, l’erario non porta a casa un ghello: di qui il continuo aggiornamento della black-list.
È in alto mare, invece, la questione sulla legittimità dei distacchi disposti da Aams. Il Tar del Lazio ha riconosciuto ad Aams la possibilità di provvedere al distacco del concessionario per portare a termine l'istruttoria, esaminare le eventuali memorie ed eventualmente arrivare a provvedimenti definitivi. Ma ha stabilito che non può reiterare il distacco a termine nei confronti di chi ha già esposto la propria posizione. Attesa una pronuncia esaustiva del Consiglio di Stato.

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