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Calcio

Caso Figc, Malagò replica ad Abodi: “Sono io la vittima”

Il presidente in difesa. Il ministro dello Sport: “Le regole valgono per tutti”

Il Presidente FIGC Giovanni Malagò in occasione di Fenix festa di Gioventù nazionale FDI. Roma, Sabato 19 Settembre 2026 (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse) FIGC president Giovanni Malagò on the occasion of the Fenix ​​festival, the event of Gioventù Nazionale (FDI). Rome, Saturday September 19 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

La questione del mancato tesseramento di Giovanni Malagò continua a tenere banco. Dopo la decisione del procuratore generale dello sport, Ugo Taucer, di archiviare il fascicolo, chiedendo però al Coni di verificare eventuali profili di inosservanza dei principi fondamentali degli statuti federali, la vicenda si arricchisce.

Intervenuto a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, Malagò si è definito «sotto attacco per una procedura elettorale, di cui non solo non sono colpevole, ma sono vittima». Ha quindi ricordato il proprio percorso: «Per 12 anni sono stato presidente Coni e sono l’unico membro individuale del Cio. Ma ora il problema improvvisamente sarebbe che un signore dice che non ci sia il tesseramento». Si è poi chiesto se sia «giusto che una persona eletta con quasi il 70% abbia questo tipo di problemi». Sul rapporto con il Coni e sull’appoggio a Buonfiglio, Malagò ha aggiunto: «È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare. Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica». Parole alle quali Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani, in collegamento video, ha ribadito che Malagò «non abbia responsabilità per quello che sta succedendo», ma ricordando anche che «ci sono delle regole che vanno rispettate, che valgono per tutti. La credibilità dello sport passa anche per l’osservanza delle regole che valgono per tutti».

Abodi ha quindi auspicato di «non dover intervenire per una questione interna, non voglio che si politicizzi. È opportuno che la decisione venga presa all’interno del sistema sportivo, tenendo conto della buona fede e della non responsabilità di Malagò, che è stato accompagnato nel percorso di candidatura». Il botta e risposta fotografa una vicenda complessa, con la parola fine, in questa fase, sembra ancora lontana.

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