Il presidente dell’Uefa è molto sensibile a quello che accade in Italia. Già aveva provveduto a punire la Juventus per affari contabili però trascurando altre situazioni contabili border line che andrebbero affrontate, da ultimo ha mandato un avviso alla federcalcio che deve essere assolutamente indipendente dalla politica, aggiungendo, con una spavalderia, che tutto ciò fa parte dei principi fondamentali degli statuti di Uefa e Fifa, forse dimenticando quello che il suo collega Infantino ha combinato con Trump. Ceferin ha anche ricordato che i nostri stadi non sono degni della storia del calcio italiano e su questo ha perfettamente ragione, potrebbe parlarne anche con il proprio vice che si chiama Gravina Gabriele e fino a qualche mese fa era a conoscenza dello stato dell’essere ed aveva annunciato trionfalmente (!) l’assegnazione degli europei insieme con la Turchia. A Ceferin ha risposto Luciano Bonfiglio, presidente del Coni, respingendo eventuali insinuazioni e sospetti, non esistono interferenze e ingerenze e pressioni di alcun tipo, il Coni ha sempre assunto decisioni conformi all’ordinamento sportivo. C’è puzza di bruciato, politico direi, la questione Malagò è un prurito che non dovrebbe riguardare, nel particolare, Uefa stranamente reattiva mentre in passato non si è occupata di elezioni federali, anche quelle più opache nei paesi dell’est ma è singolare come Ceferin non fiati su quello che sta accadendo in Inghilterra, lo scandalo del Manchester City, i 114 capi di accusa fiscali e regolamentari, tra questi anche alcuni punti relativi proprio a violazioni nei confronti di Uefa, non hanno finora provocato allergie all’avvocato sloveno.
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