Siamo solo alla seconda tappa della nuova era Mancini e non pare esagerato dire che si tratti già di un bivio decisivo. Il ct chiede ragionevolmente del tempo per costruire una nuova Italia giovane e competitiva («abbiamo avuto per decenni giocatori incredibili, ora ci mancano...», risponde laconico a un giornalista turco che chiede conto del declino azzurro), ma la gara di Bursa nello stadio a forma di rettile - denominata arena del coccodrillo in onore della squadra di casa campione di Turchia nel 2010 e classificata dall’Uefa nella categoria più alta, la numero 4 o ex Elite - è già una sorta di spareggio per evitare l’onta della retrocessione nella serie B della Nations League.
In sottofondo restano i fischi dei tifosi dell’Olimpico e le facce tristi e scure dello spogliatoio azzurro dopo il ko con il Belgio. «Abbiamo meritato tutto questo, ci manca la stella ma quest’Italia è viva, siamo una squadra forte e dobbiamo reagire», così Tonali, una delle delusioni della notte romana. C’è subito da voltare pagina e il ct non ha lasciato nulla al caso nella preparazione di questo ciclo di 4 gare in 11 giorni. Si spiega così la mossa di lasciare ben 10 elementi a Coverciano - Zaniolo infortunato era già tornato a casa -, tre dei quali titolari a Roma (Mancini, Coppola e Barella) e due subentrati (Maldini e Zoma). Scontato il cambio di uomini, almeno sei e una difesa quasi completamente nuova rispetto alla gara contro il Belgio, il modulo 4-3-3 sarà invece confermato perché il tempo è poco per mutare subito l’atteggiamento tattico in campo.
«Le critiche non mi toccano, anche quelle al giovane Romano, vedo troppa agitazione, dobbiamo rimanere tranquilli - ha sottolineato Mancini nella pancia della Timsah Arena -. Troveremo una Turchia forte e piena di giocatori di talento, non meritava di uscire ai gironi nell’ultimo Mondiale. Montella (suo compagno di squadra nella Samp stagione 1996-97, ndr) sta facendo un ottimo lavoro. I fischi di Roma? Ci può stare quando i tifosi non sono contenti, dipenderà da noi far cambiare loro idea, queste situazioni le cambiano solo i risultati. Mi aspetto che con la Turchia la squadra possa fare una buona gara, migliorando pressing e aggressività». E sul suo coinvolgimento nella vicenda City: «Il club non è colpevole e sul doppio contratto non è un problema mio, ma loro semmai». Nel cammino verso il ringiovanimento dei titolari azzurri, stasera a Bursa dovrebbe trovare spazio Kayode, si scaldano Vergara e Mandragora, rimane il dubbio Kean. Ma chi andrà in campo avrà un pesante fardello da portare: stavolta siamo obbligati a far bene e magari a vincere...
