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Calcio

Italia in Turchia: dopo fischi e ko il rischio serie B per Mancini

Seconda tappa a Bursa, in caso di nuova sconfitta gli azzurri potrebbero dover salutare la Lega principale del torneo

The head coach Roberto Mancini during the Italia team training at federal technical center of Coverciano, Florence, Italy - September 21, 2026. Sport - Soccer (Photo by Sara Esposito/LaPresse)

Siamo solo alla seconda tappa della nuova era Mancini e non pare esagerato dire che si tratti già di un bivio decisivo. Il ct chiede ragionevolmente del tempo per costruire una nuova Italia giovane e competitiva («abbiamo avuto per decenni giocatori incredibili, ora ci mancano...», risponde laconico a un giornalista turco che chiede conto del declino azzurro), ma la gara di Bursa nello stadio a forma di rettile - denominata arena del coccodrillo in onore della squadra di casa campione di Turchia nel 2010 e classificata dall’Uefa nella categoria più alta, la numero 4 o ex Elite - è già una sorta di spareggio per evitare l’onta della retrocessione nella serie B della Nations League.

In sottofondo restano i fischi dei tifosi dell’Olimpico e le facce tristi e scure dello spogliatoio azzurro dopo il ko con il Belgio. «Abbiamo meritato tutto questo, ci manca la stella ma quest’Italia è viva, siamo una squadra forte e dobbiamo reagire», così Tonali, una delle delusioni della notte romana. C’è subito da voltare pagina e il ct non ha lasciato nulla al caso nella preparazione di questo ciclo di 4 gare in 11 giorni. Si spiega così la mossa di lasciare ben 10 elementi a Coverciano - Zaniolo infortunato era già tornato a casa -, tre dei quali titolari a Roma (Mancini, Coppola e Barella) e due subentrati (Maldini e Zoma). Scontato il cambio di uomini, almeno sei e una difesa quasi completamente nuova rispetto alla gara contro il Belgio, il modulo 4-3-3 sarà invece confermato perché il tempo è poco per mutare subito l’atteggiamento tattico in campo.

«Le critiche non mi toccano, anche quelle al giovane Romano, vedo troppa agitazione, dobbiamo rimanere tranquilli - ha sottolineato Mancini nella pancia della Timsah Arena -. Troveremo una Turchia forte e piena di giocatori di talento, non meritava di uscire ai gironi nell’ultimo Mondiale. Montella (suo compagno di squadra nella Samp stagione 1996-97, ndr) sta facendo un ottimo lavoro. I fischi di Roma? Ci può stare quando i tifosi non sono contenti, dipenderà da noi far cambiare loro idea, queste situazioni le cambiano solo i risultati. Mi aspetto che con la Turchia la squadra possa fare una buona gara, migliorando pressing e aggressività». E sul suo coinvolgimento nella vicenda City: «Il club non è colpevole e sul doppio contratto non è un problema mio, ma loro semmai». Nel cammino verso il ringiovanimento dei titolari azzurri, stasera a Bursa dovrebbe trovare spazio Kayode, si scaldano Vergara e Mandragora, rimane il dubbio Kean. Ma chi andrà in campo avrà un pesante fardello da portare: stavolta siamo obbligati a far bene e magari a vincere...

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