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Calcio

Le Nazionali europee boicotteranno il Mondiale. Platini: “Era ora”

Il tentativo di vendere una parte della Fifa a un fondo vicino a Trump scatena la reazione dell’Uefa di Ceferin: “Passo indietro altrimenti...”

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L’Europa dichiara guerra al resto del Mondo. Scritto così si potrebbe pensare a qualcosa di tragico e apocalittico ma non c’entrano armi ed eserciti, è l’Uefa, l’associazione che riunisce le 55 federazioni continentali, il doppio di quelle che fanno parte dell’UE, a reagire con vigore al progetto Fifa di vendere una quota del governo mondiale ad investitori esterni, tra i quali un parente di Donald Trump. Finalmente l’avvocato sloveno Ceferin si sta accorgendo della dittatura politica e finanziaria di Gianni Infantino, «Era ora» ha commentato Michel Platini: «era ora che Uefa reagisse a questa situazione e ad Infantino», ha ribadito il campione francese che nelle scorse settimane aveva presentato denuncia legale nei confronti di Infantino e della Fifa. Sono gli inglesi i primi ad agitare le acque, Financial Times e Times hanno prima rivelato il progetto ultramiliardario dell’italosvizzeroqatariotalibanese e poi hanno annunciato la presa di posizione dell’Uefa che, radunati i vari rappresentanti delle federazioni, ha raccolto i voti, all’unanimità per il boicottaggio dei prossimi campionati del mondo una parte dei quali proprio in Europa, si svolgeranno tra Spagna e Portogallo ma avranno filiali in Marocco, Paraguay, Argentina e Uruguay, con la scusa propagandistica di celebrare i cento anni del torneo ma con la realtà mercantile di portare a casa altri voti elettorali e denari in dosi industriali.

Infantino non ha altro per la sua testa parvicrinita, gli interessa il business e l’idea di vendere una parte di Fifa non ha logica imprenditoriale non essendo lui l’azionista di riferimento della ditta calcistica ma un eletto, nel senso di nominato presidente. Ma l’ego spropositato di Infantino sollecitato dalla vicinanza e affinità di Donald Trump non si concede limiti, nemmeno alla vergogna al punto di accusare la stampa di nutrire soltanto avversità e odio nei suoi confronti nonostante il mondiale sia stato un trionfo, di sicurezza, di partecipazione di pubblico e, non lo ha aggiunto furbescamente, di quanto Fifa abbia incamerato, distribuendo elemosina alle partecipanti. Così come la vendita della quota significherebbe un affare da 20 miliardi di cui 40 milioni verrebbero destinati ad ogni federazione, per un totale di 8 miliardi, il resto indovinate un po’ dove finirebbero e finiranno.

Ceferin ha annunciato che le nazionali europee, tutte le rappresentative maschili e femminili, non parteciperanno a nessun evento Fifa. È l’inizio non soltanto di un contenzioso ma la svolta politica che dovrebbe portare l’Uefa ad avere un ruolo molto più importante nei giochi mondiali, contando su cinque nazioni che hanno vinto il titolo, Inghilterra, Spagna, Italia, Francia, Germania e che muovono tifosi e interessi commerciali nettamente superiori agli altri paesi iscritti al torneo. L’unanimità europea è il primo segnale, la Fifa non è padrona del calcio e il suo presidente non dovrà contare soltanto i soldi.

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