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Olanda-Marocco, troppo presto e troppo bella

L'intreccio: per i maghrebini in campo Amrabat, Mazraoui e Salah-Eddine nati nei Paesi Bassi

Olanda-Marocco, troppo presto e troppo bella
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Un sedicesimo di finale che forse meritava più fortuna, nel senso di una collocazione più avanti nel Mondiale: Olanda-Marocco, gli oranje sempre almeno ai quarti in tre delle ultime quattro edizioni del torneo contro i semifinalisti uscenti. Con quel tocco di curiosità in più a rendere la partita una sorta di derby. Sì, perché tre giocatori del Marocco sono nati proprio in Olanda: Amrabat, Mazraoui e Salah-Eddine. Due di questi saranno quasi certamente titolari: per loro motivazioni extra, senza dubbio.

L'Olanda parte leggermente favorita, è stata uno dei migliori attacchi del Mondiale fin qui, 10 gol in 3 partite, e non perde una partita tra tempi regolamentari e supplementari in questa competizione addirittura dalla finale del 2010: anche se nel 2018 non si era qualificata. La squadra c'è, ha trovato un equilibrio con il carneade Brobbey al centro dell'attacco e il romanista Malen spostato sull'esterno, con l'imprendibile Summerville arma tattica dalla panchina e un Dumfries in grande spolvero.

Il tutto in un ambiente che purtroppo deve fare i conti con notizie tristi dall'esterno: il tumore che ha colpito la moglie del ct Koeman o la morte del figlio che stava aspettando la moglie di Gakpo. Pensare al calcio non è facile in questi casi. Nella notte tra stasera e domani una di queste due squadre farà le valigie e tornerà a casa, comunque vada prematuramente.

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