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Calcio

Pio gioca di tacco, l’Inter a poker e a San Siro avvisa le rivali

Nel primo tempo nerazzurri sottotono e molti errori (Calha segna, pari di Varela). Poi dilagano ed Esposito incanta. Marotta: “Lautaro resta qui”

Inter Milan's Francesco Pio Esposito celebrates after scoring his side's third goal during a Serie A soccer match between Inter Milan and Monza, in Milan, Italy, Saturday, Aug. 22, 2026. (AP Photo/Luca Bruno) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Non può essere il Monza a fermare l’Inter, anche se distratta per un tempo e ovviamente ancora distante dalla condizione ottimale. E infatti finisce tanti a 1, alla fine i gol sono 4 e sarebbero stati di più, se la grande voglia di Pio Esposito, il migliore in campo per distacco, avesse contagiato i suoi compagni. Due squadre di due categorie diverse e infatti faranno due campionati differenti. Inter old version, con gli inglesi fra tribuna (Jones e Spence) e panchina (Stones, accolto con entusiasmo nella passerella finale). Monza col solito uno contro uno di Juric, che basta per un tempo, finché dura la vacanza nerazzurra. Segna subito Calhanoglu (Bisseck in fuorigioco copre Pizzignacco, ma il Var non interviene), pareggia Varela, uno che sembra già capace e che sarà interessante seguire da vicino (certo che Akanji sul gol gli dà una grossa mano...). Poi fino all’intervallo c’è più Monza che Inter, semplicemente perché l’Inter regala un altro paio di occasioni di nuovo a Varela (clamoroso Bastoni, impreciso con i piedi Pep Martinez). Poi comincia la ripresa e Zielinski apre subito il diluvio, approfittando della maldestra respinta di Pizzignacco, zero presenze l’anno scorso in Serie B, al debutto in Serie A per la squalifica del titolare Thiam. Un mezzo disastro. Bene invece Diouf, che gioca a destra, ma spesso punta al centro, per la disperazione di Chivu: assist per il primo e il terzo gol, che segna proprio Esposito, di tacco, una prodezza da incastonare nella prima nerazzurra. L’ultimo gol lo segna Bisseck, strappando dopo la giocata da centroboa sempre di Pio, manco a dirlo. Akanji centra la trasversa nel finale, Barella sbuffa e sbraccia contro i compagni come sempre, per lui Monza o Champions non fa differenza, Dimarco ha il mirino ammaccato e Stankovic jr debutta a San Siro fra l’entusiasmo di chi rivede in lui il papà e il triplete.Resta a secco Lautaro, sguardo torvo in panchina a fine match, in campo dall’inizio nonostante la condizione scricchioli ancora. È tornato per ultimo e si vede. Festeggiava il compleanno e Chivu gli avrebbe fatto un regalo a non farlo giocare. Si rifarà. «Resta con noi, non rinunceremo a lui per nessuna cifra»: la cartolina di Marotta al Barcellona.

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