Scontro diretto o no, è sempre Juventus-Milan. E Spalletti intende goderselo, per vedere l’effetto che fa e per capire a che punto sia la sua creatura. Non c’è voglia di fare polemica circa le parole usate da Chivu, che aveva sottolineato la distanza accusata a fine campionato da alcune presunte big rispetto all’Inter: «A me piacciono le persone sincere e lui lo è stato. Semmai, dovremo usarle come stimolo per fare meglio. Sono convinto che la squadra sia migliorata rispetto alla scorsa stagione e che contro il Milan, squadra fortissima e verticale, potremo fare bene. Il nostro mercato? Quello perfetto non esiste, c’è quello possibile: ci siamo dovuti muovere tra i paletti finanziari dell’Uefa e non è stato semplice, ma abbiamo aggiunto situazioni che prima non avevamo e ora dovremo tradurle in campo».
Nonostante gli infortuni («ci mancheranno sette giocatori, non recupera nessuno»), la Juve vuole sentirsi grande e capire quanto le manchi per essere al livello delle migliori: ammesso che il Milan si dimostri tale strada facendo, è ovvio che la sfida al Diavolo rappresenti un primo banco di prova importante. Senza Yildiz, toccherà probabilmente ancora a Boga farne le veci facendosi preferire ad Alajbegovic: Woltemade, arrivato in settimana dal Newcastle, comincerà dalla panchina ma sarà probabilmente impiegato in corso d’opera e non per forza come alternativa a Kolo Muani. In estate si è cercato di aggiungere qualità in ogni reparto: a mercato finito, la parola passa adesso al campo.
