Se ci trovassimo ancora nei favolosi anni Ottanta-Novanta, il calendario di questo fine settimana provocherebbe euforie e grandi dibattiti. Ma è consigliabile non farsi incantare dal cartellone, d’accordo Inter-Napoli e Roma-Atalanta, per poi dire Juventus-Milan, raggrumano le nostre squadre presenti in Europa, c’è anche il Como che si è esibito nell’anticipo di Marassi contro il Genoa. Dunque c’è o ci sarebbe tutto il meglio, considerato che la prossima settimana parte la champions, là dove l’insegna della ditta non basta. Sta di fatto che Como a parte, San Siro ospita il secondo derby di Milano, Inter-Napoli, per storia di immigrazione,
questo è. Nessun dubbio sulla forza dei campioni d’Italia, hanno uomini capaci di arrivare al risultato anche in assenza di gioco, il secondo tempo di Cagliari ha denunciato una stanchezza imprevista, la trasferta di martedì al Bernabeu contro il Real ma soprattutto contro Josè Mourinho, non abbisogna di parole, così come la doppia trappola di Allegri che ha perso lo scontro diretto con il Como, non può ripetere la sconfitta a Milano e poi affronterà l’Arsenal al Maradona, che altro aggiungere. C’è football per tutti i gusti e gesti. Su Roma-Atalanta idem come sopra, Gasperini ha affetti forti a Bergamo, la Dea di Sarri ha preso gente buona in mezzo al campo e davanti, premesse di gradevole calcio all’Olimpico. Olimpico significa la capitale, dunque anche
la Lazio che verrà seguita a Udine, dagli ammutinati del «No-Lot», Gattuso ha mille voglie di confermarsi in testa ma la squadra friulana è tosta in avvio di stagione. Ultima nota su Juventus-Milan che, normalmente, occuperebbe tutti i giornali. Si tratta, invece, di squadre reduci da se stesse, Spalletti ha uomini nuovi, Amorim si fida di quelli antichi, il designatore Orsato ha scelto, come arbitro, Mariani, l’unico italiano a dirigere nel mondiale di Infantino e Trump. Qualcosa dovrebbe significare ma al Var l’ardua sentenza.
