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Calcio

Lo strano caso di Svilar, l’“esodato” delle nazionali

Trigoria si svuota, i compagni raggiungono i rispettivi ritiri e Svilar, a Roma, attende che facciano ritorno

Juve sogna Svilar. Milan su Inacio. Inter, tanti addii

Immaginatevi un bambino sulla porta di casa che alla mattina, quando vede i genitori uscire per andare al lavoro, vorrebbe seguirli ma non può. Dev’essere più o meno questo lo stato d’animo di Svilar alla sosta per le nazionali: Trigoria si svuota, i compagni raggiungono i rispettivi ritiri e lui, a Roma, attende che facciano ritorno. Un paradosso, per quello che nelle ultime due stagioni è stato votato come miglior portiere della Serie A.

Ma perché non viene convocato? Per scoprirlo bisogna andare indietro nel tempo. Nato in Belgio nel 1999 da genitori serbi, Mile ha giocato tutte le giovanili con i Diavoli Rossi. Nel settembre 2021, però, convinto dal papà Raktov, anche lui portiere, decise di rispondere alla chiamata della nazionale maggiore serba. In quell’occasione fece il suo esordio da subentrato in un’amichevole vinta 4-0 contro il Qatar. Quello che per molti sarebbe stato un punto di inizio, per lui è stata una fine.

Dopo quel debutto Svilar capisce di voler vestire la maglia del Belgio un po’ come Romano con l’Italia ma c’è un problema. Il portiere aveva già compiuto 22 anni e per il regolamento FIFA, questo gli vieta di cambiare nazionale. Nel 2024 rifiuta la chiamata del Ct serbo Stojkovic, che non la prende benissimo: «Gli ho dato l’opportunità di esordire mentre era nella squadra B del Benfica e questo è il suo ringraziamento... Ha sbagliato strada».

Da due anni a questa parte, nonostante i tentativi dei legali del giocatore e della federazione belga, Mile è un po’ apolide e un po’ esodato delle nazionali. E alla fine, in questo triangolo ci sono solo sconfitti: la Serbia, che si sente tradita; il Belgio, che senza Courtois schiererebbe volentieri lui al posto di Lammens, titolare questa sera contro l’Italia, e lo stesso Svilar, che durante le soste fa il conto alla rovescia, in attesa di poter tornare a essere protagonista tra i pali.

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