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Autovelox non omologati, arriva una nuova sanatoria per 3.150 apparecchi. Adesso cambia tutto con le multe

La nuova sanatoria, rivolta a numerosi dispositivi di rilevazione della velocità, stravolge tutto. Adesso diverse multe torneranno a essere valide

Telecamere e autovelox: ecco la fabbrica delle multe

Si torna a parlare di autovelox. Il Decreto Ministeriale n. 125 del 2026 ha portato significativi cambiamenti, sanando molti dei dispositivi di rilevazione di velocità già installati e presenti sulle strade. Si parla di 3.150 apparecchi.

Viene quindi a cadere quella che negli ultimi anni si era rivelata una preziosa scappatoia. Ricevuta una multa per eccesso di velocità, sono stati tanti gli automobilisti ad appellarsi alla parola: omologazione. Le multe emesse dagli autovelox non omologati sono infatti state giudicate non valide.

Dopo questa recente mossa, però, la situazione si è ribaltata.

Si chiude forse lo scontro tecnico che ha portato non poca confusione. Secondo l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada, gli autovelox devono essere omologati per considerare valida una multa. Il MIT aveva però preso per sinonimo l’approvazione, equiparando dispositivi omologati e approvati. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10505 del 2024, ha poi fatto chiarezza: approvazione e omologazione non sono la stessa procedura. La prima si limita a testare l’idoneità di un apparecchio, la seconda è un test tecnico che attesta e garantisce la precisione del dispositivo. Da qui i tanti ricorsi, che, per quanto legittimi, hanno generato non poca confusione.

Con la sanatoria tutto cambia. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso disponibile un elenco di autovelox già installati che erano stati autorizzati con il decreto ministeriale del 2017 e che oggi godono della sanatoria.

Cosa fare, dunque? Gli automobilisti hanno ancora diritto a contestare una multa, ma devono fare più attenzione. In caso di sanzione per eccesso di velocità, è importante esaminare il verbale e controllare che sia indicato il decreto con cui il dispositivo è stato omologato. Se si trova solo un decreto di approvazione, oppure l’omologazione viene equiparata all’omologazione, allora si può procedere con la contestazione.

È bene ricordare che per impugnare una multa si hanno 30 giorni di tempo se si vuole fare ricorso presso il giudice di pace, mentre sono 60 i giorni a disposizione per rivolgersi al Prefetto.

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