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Inferriata davanti alla porta di casa: quando si può installare e quando si rischiano contestazioni

Sicurezza e tutela dell'abitazione sono esigenze sempre più sentite, ma l'installazione di un cancello o di un'inferriata davanti alla porta d'ingresso deve rispettare alcuni limiti. Dal regolamento condominiale al decoro dell'edificio, ecco cosa è bene sapere

Inferriata davanti alla porta di casa: quando si può installare e quando si rischiano contestazioni

Proteggere la propria casa è una priorità per molti condòmini. C'è chi sceglie una porta blindata di ultima generazione e chi, soprattutto ai piani bassi o negli edifici con accessi particolarmente esposti, decide di installare un'inferriata o un cancelletto di sicurezza davanti alla porta d'ingresso dell'appartamento.

Si tratta di una scelta del tutto comprensibile, ma che può dare origine a discussioni con il resto del condominio. Il motivo è semplice: anche se l'intervento riguarda l'ingresso di una proprietà esclusiva, la porta si affaccia sul pianerottolo, che è una parte comune dell'edificio. Di conseguenza, il diritto del singolo a rendere più sicura la propria abitazione deve conciliarsi con quello degli altri condòmini a utilizzare liberamente gli spazi comuni e a conservare il decoro dello stabile.

Diritto alla sicurezza e rispetto per gli altri

La prima cosa da chiarire è che il nostro ordinamento non vieta, in linea generale, l'installazione di un'inferriata davanti alla porta di casa. Tuttavia, questo non significa che ogni intervento sia automaticamente consentito.

La legittimità dell'opera dipende infatti da diversi elementi: le caratteristiche dell'edificio, il regolamento condominiale, le dimensioni del pianerottolo e l'effettivo impatto che il cancello può avere sull'utilizzo delle parti comuni. In altre parole, non basta chiedersi se l'inferriata migliori la sicurezza del proprio appartamento: occorre valutare anche se la sua presenza possa creare disagi agli altri condòmini.

Il regolamento condominiale, primo documento da consultare

Prima di programmare qualsiasi intervento è sempre opportuno verificare cosa prevede il regolamento del condominio. In alcuni edifici, soprattutto quando il regolamento ha natura contrattuale, possono essere previste specifiche limitazioni sulle modifiche delle porte d'ingresso, oppure prescrizioni finalizzate a mantenere uniforme l'aspetto delle parti comuni. In questi casi il condòmino è tenuto a rispettarle.

Anche in assenza di un divieto espresso, però, l'opera deve comunque rispettare i principi previsti dal Codice civile.

Il limite è l'uso delle parti comuni

A questo proposito, uno dei riferimenti principali è rappresentato dall'articolo 1102 del Codice, secondo cui ciascun condòmino può servirsi delle parti comuni anche in modo “più intenso” rispetto agli altri, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne un uso analogo. Applicato al caso delle inferriate o dei cancelletti, questo principio significa che l’opera non deve trasformarsi in un ostacolo al normale utilizzo del pianerottolo.

Le contestazioni più frequenti nascono ad esempio quando, una volta aperta, l'inferriata restringe in modo significativo lo spazio di passaggio, rende difficoltoso il transito, oppure crea situazioni potenzialmente problematiche sotto il profilo della sicurezza. Anche i casi in cui il cancello viene utilizzato per chiudere una porzione del pianerottolo, creando una sorta di spazio privato davanti all'appartamento, possono generare contenziosi.

In situazioni di questo tipo i tribunali hanno più volte ricordato che scale e pianerottoli rientrano normalmente tra le parti comuni dell'edificio e non possono essere sottratti all'utilizzo degli altri condòmini senza un titolo che lo consenta.

Anche il decoro dell'edificio ha la sua importanza

Oltre all'utilizzo delle parti comuni, un altro aspetto da non trascurare riguarda il decoro architettonico dell'edificio. Un'inferriata particolarmente vistosa, realizzata con materiali o colori molto diversi rispetto al resto degli ingressi, potrebbe alterare l'aspetto complessivo del pianerottolo o della facciata interna, diventando così motivo di contestazione.

Naturalmente, ogni situazione va valutata nel suo contesto: un conto è installare un'inferriata in uno stabile dove ne sono già presenti altre simili, un altro è inserirne una completamente diversa in un edificio caratterizzato da una particolare uniformità estetica.

Qualora fosse riscontrato il mancato rispetto del decoro architettonico, si potrebbe dover procedere alla rimozione dell'opera e al ripristino della condizione precedente a proprie spese.

Serve l'autorizzazione dell'assemblea?

Se l'intervento interessa esclusivamente la proprietà individuale e non altera il decoro dell'edificio, né limita l'uso delle parti comuni, in molti casi non è richiesta una preventiva autorizzazione assembleare. Questo, però, non significa che il condominio non possa contestare successivamente l'opera, qualora ritenga che siano stati superati i limiti previsti dalla legge, o dal regolamento.

Cosa dice la giurisprudenza

Anche i giudici, chiamati più volte a pronunciarsi su controversie di questo tipo, hanno chiarito che non esiste una risposta valida per ogni situazione. L'orientamento prevalente è quello di valutare caso per caso, verificando se l'opera comporti un'effettiva limitazione del diritto degli altri condòmini a utilizzare le parti comuni, oppure una concreta alterazione del decoro dell'edificio.

In questa direzione si collocano anche alcuni recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, che hanno ribadito come l'installazione di un cancelletto davanti alla porta d'ingresso non sia di per sé illegittima. Ciò che conta è verificare se l'intervento determini un pregiudizio concreto all'uso del pianerottolo, o agli interessi degli altri condòmini.

Meglio prevenire le contestazioni

Prima di procedere con l'installazione è quindi consigliabile verificare il regolamento condominiale, valutare attentamente lo spazio disponibile sul pianerottolo e accertarsi che l'apertura dell'inferriata non crei ostacoli al passaggio. In questo senso, un confronto preventivo con l'amministratore può contribuire a chiarire eventuali dubbi e ad evitare contenziosi futuri.

Ancora un paio di suggerimenti: se nel condominio sono già presenti grate, si potrebbe scegliere un modello il più possibile simile per colore e design, così da ridurre il rischio di contestazioni per quanto riguarda il decoro

architettonico. Inoltre, pur non essendo generalmente necessario, come detto, si potrebbe chiedere comunque un consenso preventivo in assemblea, magari presentando una foto del modello, un bozzetto o un rendering del progetto.

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