L’intelligenza artificiale è ormai entrata in numerosi ambiti della vita quotidiana e dell’attività professionale. Negli ultimi tempi il dibattito sul suo impiego si è intensificato, anche alla luce di eventi che hanno riacceso l’attenzione sui possibili rischi legati alla sicurezza informatica, alla tutela dei dati e all’affidabilità di questi sistemi. Accanto alle preoccupazioni, però, cresce l’interesse per le opportunità offerte da strumenti in grado di rendere più efficienti molte attività di carattere organizzativo e documentale.
Anche il settore della gestione condominiale non è estraneo a questa evoluzione. Pur non esistendo una disciplina specifica dedicata all’impiego dell’intelligenza artificiale nella gestione del condominio, il quadro normativo europeo e nazionale contiene oggi principi destinati a orientarne anche l’utilizzo in ambito professionale. In questo contesto, i sistemi di IA possono già rappresentare un valido supporto nello svolgimento di alcune attività, senza modificare gli obblighi e le responsabilità previsti dalla normativa vigente.
Un possibile supporto alle attività quotidiane
L’intelligenza artificiale può contribuire a rendere più efficienti alcune attività che fanno parte della gestione ordinaria del condominio. Ad esempio, può aiutare a predisporre bozze di comunicazioni ai condòmini, sintetizzare documentazione tecnica o normativa, organizzare le richieste dei residenti e facilitare la consultazione di regolamenti, verbali assembleari e altri documenti.
Non si tratta soltanto di una possibilità teorica. Alcuni software gestionali destinati agli amministratori stanno già iniziando a integrare funzionalità basate sull’intelligenza artificiale per migliorare l’organizzazione delle informazioni, classificare le richieste, o rendere più rapida la ricerca all’interno degli archivi documentali.
Allo stesso tempo, però, questi strumenti vanno considerati un supporto all’attività dell’amministratore e non un mezzo per sostituirla. Ogni documento o comunicazione elaborati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale richiedono infatti una verifica da parte del professionista, che resta responsabile della correttezza dei contenuti, delle valutazioni effettuate e delle decisioni adottate. L’eventuale utilizzo dell’IA non comporta infatti alcun trasferimento delle responsabilità che la legge pone in capo all’amministratore.
Le decisioni restano affidate alle persone
L’eventuale ricorso all’intelligenza artificiale non modifica il quadro normativo che disciplina il condominio. Le deliberazioni continuano a spettare all’assemblea dei condòmini, mentre l’amministratore mantiene le responsabilità previste dal Codice civile nella gestione dell’edificio, nell’esecuzione delle delibere assembleari e negli altri adempimenti previsti dalla legge. Restano inoltre immutati i diritti e le competenze che la normativa riconosce ai condòmini.
L’IA può quindi rappresentare un valido strumento di supporto, ma non sostituisce il giudizio professionale necessario nelle valutazioni di natura giuridica, tecnica e gestionale che caratterizzano l’attività dell’amministratore.
Privacy e sicurezza dei dati
Uno degli aspetti più delicati riguarda la tutela dei dati personali. Nella gestione di un condominio vengono trattate informazioni che possono riguardare i condòmini, i fornitori, i dipendenti dello stabile e altri soggetti coinvolti nell’amministrazione dell’edificio. Verbali assembleari, dati anagrafici, recapiti, informazioni contabili e documentazione tecnica possono contenere dati personali che devono essere trattati nel rispetto della normativa vigente.
Se questi strumenti vengono utilizzati per elaborare documenti contenenti dati personali, in particolare attraverso piattaforme esterne che comportano il trattamento di tali informazioni, è necessario che il trattamento avvenga nel rispetto delle norme sulla privacy, a partire dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), adottando adeguate misure di sicurezza. Accanto alla tutela dei dati assume rilievo anche il principio di trasparenza, particolarmente importante quando l’intelligenza artificiale viene impiegata a supporto dell’attività professionale.
Il quadro europeo e nazionale
L’Unione europea ha introdotto un quadro normativo sull’intelligenza artificiale con l’AI Act, il regolamento che disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di IA secondo un approccio basato sul livello di rischio.
In Italia, il quadro è stato recentemente integrato dalla Legge n. 132/2025, che dedica uno specifico articolo all’impiego dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali. La norma prevede che questi strumenti possano essere utilizzati come supporto all’attività del professionista, fermo restando il ruolo centrale e la responsabilità di quest’ultimo, e introduce specifici obblighi informativi nei confronti del destinatario della prestazione in caso di utilizzo di sistemi di IA.
Pur non disciplinando in modo specifico la gestione dei condomìni, questi principi sono destinati a riflettersi anche sull’attività dell’amministratore. In quest’ottica, l’eventuale utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale richiede particolare attenzione, non solo sotto il profilo della tutela dei dati personali, ma anche della trasparenza nei confronti del condominio.
Secondo l’interpretazione prevalente, infatti, l’amministratore che si avvale dell’IA nello svolgimento della propria attività è tenuto a informare il destinatario della prestazione con modalità chiare e comprensibili, rafforzando così quel rapporto fiduciario che rappresenta uno degli elementi essenziali del mandato.
Innovazione e responsabilità devono procedere insieme
L’intelligenza artificiale è destinata a trovare applicazione in un numero sempre maggiore di ambiti professionali e anche il settore condominiale potrà beneficiare delle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. L’automazione di alcune attività ripetitive, una migliore organizzazione della documentazione e un accesso più rapido alle informazioni possono contribuire a rendere più efficiente il lavoro degli amministratori.
Ciò non significa, però, che le nuove tecnologie possano sostituire il ruolo del professionista o gli organi del condominio. Il controllo umano, la tutela dei dati personali, la trasparenza nell’utilizzo di questi strumenti e il rispetto delle regole continueranno a rappresentare elementi essenziali per una corretta gestione del condominio.
