Record. Questa è la parola che più ricorre quando, di questi tempi, si parla di prestazioni delle banche italiane. Insomma, godono di eccellente salute. E questa condizione prossima all’euforia ha favorito il risiko che vede impegnati i nostri colossi del credito. Una sfida in atto non solo sul fronte interno adesso la domanda che si fanno gli analisti del settore è la seguente: per Mps è meglio l’opas di Intesa o le nozze con Bpm? come dimostra la presa di Unicredit sulla tedesca Commerzbank. La partita è interessante, destinata ad accompagnarci almeno per tutta l’estate.
È chiaro che vista l’importanza dei soggetti coinvolti, il bancamercato (siamo nel pieno del calciomercato, d’altronde) avrà un impatto sull’intero sistema creditizio. E dunque sull’economia reale, ovvero imprese e famiglie. La situazione a livello globale è nebulosa a dir poco e questo sta incidendo nel vissuto quotidiano delle realtà imprenditoriali, specie quelle meno solide. Ebbene, il sistema creditizio che viaggia inanellando numeri assai soddisfacenti, saprà rispondere con saggezza, lungimiranza e attenzione alle esigenze concrete delle imprese? Conviene ribadirlo: l’economia reale ha bisogno di relazionarsi con istituti di credito in salute. E questa è una fase storica favorevole, viste le continue performance delle banche. Non si tratta di aiutare imprese e famiglie, ma di svolgere, con giudizio, la propria vocazione primaria. Anche perché le banche, quando si sono trovate in difficoltà, hanno sempre goduto di aiuti di Stato. La mano pubblica che viene incontro ai colossi privati è una storia che conosciamo bene. Infatti, non si dovrebbe dimenticare la circostanza di come la garanzia pubblica nell’erogazione dei prestiti avviata con l’emergenza Covid abbia, in misura o più o meno rilevante, contribuito alle ripetute eccellenti trimestrali. Sostegno pubblico che prosegue pur ad emergenza finita
