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Monopattini come auto e moto. Arriva l’obbligo della polizza

Dopo l’introduzione di targhe e caschi l’Rc costerà fra 35 e 55 euro all’anno

Monopattini come auto e moto. Arriva l’obbligo della polizza
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Attraversano le nostre città sfrecciando tra le strade e le aree pedonali, anche se la velocità massima consentita dovrebbe essere di 20 km/h, e da qualche mese sono necessarie targhe e casco. Ma questo non basta. L’anno scorso i monopattini elettrici hanno causato quasi 3.900 incidenti in tutta Italia e così, come le macchine e i motorini, ora hanno bisogno di una copertura assicurativa.

Giovedì scatta l’obbligo. Dopo la proroga di due mesi decisa dal governo su richiesta dell’Ania, sarà necessario per legge siglare una copertura assicurativa per i monopattini elettrici. Si tratta di uno dei principali cambiamenti introdotti dalla riforma del Codice della Strada approvata alla fine del 2024, una novità che colpirà un milione di proprietari privati in tutta Italia.

Secondo le stime diffuse da Assoutenti, la nuova misura potrebbe tradursi in una spesa superiore a 50 milioni di euro annui totali che, tradotti per singolo proprietario, significa una polizza base compresa tra i 35 e i 55 euro all’anno, con picchi fino a 150 euro per chi sceglie garanzie aggiuntive.

La copertura assicurativa riguarderà i danni causati a terzi durante la circolazione, questo significa eventuali lesioni a pedoni e ciclisti, ma anche danni provocati ad altri veicoli.

Non sarà però sufficiente una tradizionale polizza di responsabilità civile del capofamiglia. La normativa prevede infatti che il contratto riporti il codice identificativo del contrassegno associato al monopattino, requisito indispensabile per la validità dell’assicurazione. E per chi circola senza copertura sono previste sanzioni amministrative comprese tra 100 e 400 euro, proprio come nel caso di assenza della targa.

Che sia chiaro però, la nuova disciplina introduce anche una fase transitoria. Come stabilito infatti da una circolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, pubblicata lo scorso 24 aprile, per i primi due anni non sarà applicato il sistema dell’indennizzo diretto utilizzato normalmente per le automobili.

Per i primi 24 mesi, infatti, l’obiettivo è raccogliere informazioni sufficienti per definire in futuro criteri tariffari più precisi e costruire un sistema assicurativo dedicato a questa nuova categoria di veicoli. Durante questo periodo l’Ivass dovrà trasmettere ogni sei mesi i dati raccolti al Ministero, così da costruire un sistema tariffario più preciso e calibrato.

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