Cofferati schiera i sindaci contro la Lega

Alessandro Ursic

Se lotta deve essere, che sia lotta fino in fondo. I sindaci continuano a dire no alla serie B al sabato pomeriggio, e ora minacciano anche di impedire l’uso degli stadi per le partite di recupero della prima giornata. «La Lega Calcio, da sola, non pensi di cambiare la società e le abitudini sociali, perché questo non è giusto», ha tuonato per tutti il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. Che poi però ha riscoperto la sua anima sindacalista, tendendo la mano a Galliani: «L’orario di un evento come le partite della serie B deve essere discusso con noi».
Sarà anche qui concertazione? Al momento pare improbabile, dato che nessuna delle parti ha fatto passi indietro. La conferma della linea dura dei sindaci è giunta ieri, al termine dell’incontro del neonato «Coordinamento» dei 15 primi cittadini (su 22 città) che hanno fatto partire a singhiozzo il campionato cadetto. Una riunione che è servita al «fronte del no» per mettere a punto una strategia comune in vista di una trattativa con la Lega, che però non ne vuole sapere e anzi ha già promesso di portare la faccenda in tribunale. Si è deciso per il blocco a oltranza degli stadi. E non solo al sabato alle 15: mancano per ora provvedimenti ufficiali, ma c’è un’intesa di massima per vietare anche le gare del 7 e del 14 settembre (alle 20.30), cioè i recuperi delle sette partite della prima giornata saltate sabato scorso.
Los alcaldes unidos jamàs seràn vencidos? L’idea cofferatesca sembra essere questa, anche se i sindaci ribelli appartengono a diversi schieramenti politici. Ci sono sì l’ex segretario generale della Cgil e i sindaci delle squadre emiliane e romagnole (con loro si è schierata anche la Regione). Ma dell’agguerrito Coordinamento fanno parte anche Umberto Scapagnini e Roberto Dipiazza, sindaci forzisti di Catania e Trieste. Venghino signori sindaci venghino, insomma. Le porte sono aperte a tutti.
Fatto sta che sulla questione, nel tutti contro tutti o meglio nell’«ognuno porta l’acqua al suo mulino», si sono formati schieramenti e alleanze improbabili. I club vogliono giocare al sabato alle 15, perché prendono più soldi per i diritti tv. Rai e Sportitalia, che non vogliono una sovrapposizione con la serie A, sono ovviamente con loro. Favorevole a questa soluzione anche il Coni. I tifosi, invece, stanno con i sindaci. O almeno gli ultrà di Brescia e di Catanzaro, finora gli unici a farsi sentire: la «maggioranza silenziosa» non si è espressa. Il Codacons (che parla a nome dei consumatori: in questo caso, quali?) ha fatto richiesta (respinta) al Tar di sospendere le ordinanze firmate dai sindaci per vietare le partite. Pure le associazioni delle sale cinematografiche si sono pronunciate: non vogliono la B al sabato perché quello è il giorno in cui la gente va al cinema. Per i sindaci disobbedienti, la soluzione è il ritorno al classico: la B alle 15 della domenica, insieme alla serie A. In attesa di un compromesso, manca solo il parere delle associazioni delle mogli.

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