Crisi africana meno grave grazie al petrolio «made in Basilicata»

Governo e Regione firmano il memorandum d'intesa per sbloccare 2 miliardi di investimenti e potenziare la produzione nel giacimento Eni e avviarla in quello Total. Nel 2015 coperto il 10% del fabbisogno nazionale.

ROMA - Il petrolio della Basilicata è ormai una realtà ed entro il 2015 potrebbe contribuire al 10% del fabbisogno nazionale. L'obiettivo è stato fissato dall'intesa firmata dal governatore della Regione, Vito De Filippo, e i sottosegretari Stefano Saglia (Sviluppo economico) e Guido Viceconte (Università).
La produzione giornaliera nei giacimenti Eni della Val d'Agri è pari a 80.933 barili al giorno ed entro cinque anni dovrebbe aumentare a quota 125mila. Quando entrerà in funzione il giacimento di Tempa Rossa nel 2015, la produzione di petrolio aumenterà di 50mila barili al giorno. Il memorandum prevede tra l'altro la realizzazione in Basilicata di un Distretto energetico, programmi di prevenzione e sicurezza, di ricerca scientifica, la costruzione di «reti di impresa per lo sviluppo di tecnologie innovative e a basso impatto ambientale» e di un Centro studi europeo sull'energia.
L'impegno economico del governo è valutato in oltre due miliardi di euro, da reperire facendo ricorso a tutte le forme possibili di finanziamento. Il piano di sviluppo sarà sottoscritto entro luglio. La speranza è che i piccoli Comuni della zona non ostacolino i progetti come accaduto ad Eni negli anni scorsi.
Anche perché i privati sono pronti a fare la loro parte.

eni ha due miliardi di investimenti da sbloccare per potenziare il centro di stoccaggio di Viggiano. Total e Geogastock sono pronti a investire 1,5 miliardi per lo stoccaggio in Val Basento. Ricadute positive anche per la Puglia: l'aumento della produzione lucana porterà più lavoro alla raffineria di Taranto.

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