Cristina e Romina ma non era l’8 marzo

Mai due assistenti donne in Serie A fino a ieri pomeriggio. A Bari il primo storico incrocio per volontà divina di Pierluigi Collina che ha inserito nella stessa terna Cristina Cini, 40 anni di Firenze, e Romina Santuari, 35 anni di Trento. Neppure una sbavatura su rimesse laterali e fuorigioco. Ma non è una novità.
Di Cristina, alla nona stagione nella Can di A e B, si contano sulle dita di una mano gli errori compiuti in carriera. È una certezza. Altrimenti non avrebbe sbandierato in Champions League, Mondiali e Olimpiadi. In Serie A invece è comparsa solo in una quarantina di occasioni, davvero poche per i suoi meriti. È apprezzata dall’Uefa anche Romina che, l’anno passato, è stata utilizzata cinque volte in occasione del campionato europeo femminile, compresa la finale Germania-Inghilterra. In soldoni entrambe meriterebbero una maggiore ribalta. Ma il mondo del calcio è ancora misogino. E quello italiano non fa eccezioni.
Al San Nicola di Bari hanno fatto da sorelle maggiori a Marco Guida, che a giugno compirà 29 anni, come era già successo lo scorso 15 settembre a Modena, in occasione di Sassuolo-Reggina, big-match della B. Una terna collaudata. E ieri come allora le due fanciulle hanno preso voti più alti dell’arbitro, alla seconda presenza in A. Nello spogliatoio loro riservato hanno trovato un mazzo di fiori, gentile omaggio di Paolo Tavano, l’ex guardalinee che si occupa di arbitri e assistenti per conto della società barese. All’ingresso in campo sono state accolte da molti applausi e qualche frase maschilista: il solito copione verrebbe da dire. Nel corso della partita non hanno sbagliato una mossa facendosi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. Quanto a concentrazione potrebbero dare dei punti a colleghi più popolari e utilizzati. È il valore aggiunto delle ragazze, dicono all’Aia. Peccato che siano poco più di 1400 su 30mila associati.
Ci vorranno anni invece per gustarci un arbitro al femminile dopo l’abbandono di Anna De Toni, medico ginecologo, che faticava a superare i test fisici, ma che sul piano tecnico non era affatto male. All’estero sono un poco più avanti. In Argentina Floriana Romano si prese perfino il lusso, era il 1997, di ammonire Maradona. In Inghilterra si ricordano di Janet Fenings che, in mancanza di uno spogliatoio a lei riservato, si fece la doccia in quello degli uomini. In assoluto la migliore pare essere la svizzera Nicole Petignant. Noi siamo indietro, mancanza di vocazioni e di qualità o eccesso di maschilismo? Per fortuna la data di ieri non ha coinciso con quella dell’8 marzo. Sarebbe stata una beffa per Cristina e Romina.

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