Non si è realmente assunto le sue responsabilità, ammettendo solo quello che emergeva dalla visione dei filmati. Si è limitato a pronunciare delle generiche scuse, poco prima della sentenza, senza compiere un «cammino di genuina rivisitazione del suo comportamento». Alessandro Chiani, il 19enne che nell’ottobre 2025 in corso Como sferrò una coltellata a Davide Cavallo, di 22 anni, procurandogli delle ferite che lo hanno reso invalido, deve restare in carcere. Lo ha deciso il gip Alberto Carboni, rigettando la richiesta dei suoi legali che avevano presentato una richiesta di domiciliari. Alla rapina, per una banconota da 50 euro, aveva partecipato un gruppo di ragazzi tra cui proprio Chiani, condannato a 20 anni e 10 mesi per avere colpito il giovane al ventre solo «per vedere soddisfatto un futile desiderio di auto affermazione agli occhi degli amici con cui stava andando in discoteca». La vittima, che ha subito un lungo calvario in ospedale per le ferite riportate, poco prima della sentenza aveva abbracciato i suoi aggressori. La richiesta di domiciliari ha però provocato una reazione nei genitori di Cavallo, che hanno espresso il loro «turbamento» in una lettera al giudice.
Nell’istanza di Chiani, il riferimento a presunte e «diffuse fragilità educative» con anche un «progressivo impoverimento dei luoghi di formazione della coscienza civile». Sul punto il giudice però evidenzia due cose: innanzitutto che «il dilagante fenomeno della violenza giovanile» non consente, in generale, né da un lato punizioni «esemplari», ma nemmeno di sminuire la gravità del gesto. Dall’altro, nel merito, che nulla è più lontano dall’esperienza personale del ragazzo, «cresciuto in un contesto familiare sano e accudente, con dei genitori che hanno avuto attenzione per i suoi bisogni». Per il gip, quelle difensive sono insomma mere «considerazioni generiche». «L’inclinazione verso i reati e la violenza - argomenta - non è stata il tragico portato di situazioni di marginalità sociale in cui crescono ragazzi abbandonati a se stessi, ma la conseguenza di una libera scelta». Un passaggio dell’atto è dedicato anche alla riparazione del danno: 30mila euro già versati a fronte dei 500mila di provvisionale immediatamente esecutiva non sono sufficienti, soprattutto vista la situazione del ragazzo ferito che deve sostenere spese mediche quotidiane. Secondo il giudice il carcere è l’unica misura idonea al momento al caso
