Si aprono le porte del carcere per Alberto Stasi. Condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, dopo dieci anni e sei mesi di detenzione, ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo l'istanza della difesa, su cui la procura generale aveva dato parere favorevole. La notizia è stata anticipata dal Tg La7 e poi confermata all'Ansa.
Gli avvocati, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, non hanno ancora avuto notizie del provvedimento. È probabile che ricevano la mail con la pec e l'atto firmato dai giudici della Sorveglianza nelle prossime ore. L'udienza sull'esecuzione della pena di Stasi si è svolta questo pomeriggio a Milano, nel più assoluto riserbo mediatico. La notizia sull'uscita dal carcere è trapelata poco fa, ma formalmente i giudici avrebbero cinque giorni per depositare l'ordinanza.
Dalla Procura generale, guidata da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, è arrivato parere positivo per la sua buona condotta da detenuto, anche in semilibertà, in questi anni e per le relazione positive dell'equipe del carcere di Bollate.
Stasi era già in regime di semilibertà, cioè usciva dal carcere la mattina per lavorare in una società in cui lavora da tempo, per poi fare rientro in cella la sera. La concessione dell'affidamento in prova non è collegata con l'eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza.