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Boccia e un giornalista a giudizio per l’audio privato di Sangiuliano: quali sono le accuse

La procura di Roma contesta la diffusione della conversazione con la moglie dell’ex ministro. Udienza fissata il 3 dicembre

Boccia e un giornalista a giudizio per l’audio privato di Sangiuliano: quali sono le accuse
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Citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia e un giornalista per la diffusione della registrazione di una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie. L’accusa contestata dalla procura di Roma è di interferenze illecite nella vita privata, per fatti avvenuti dallo scorso agosto “perché, in concorso fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e anche in tempi diversi, diffondevano frammenti della registrazione della conversazione intrattenuta” tra l’ex ministro e la moglie, “registrazione che - secondo l’accusa - Boccia si era procurata indebitamente avendo imposto a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro, pubblicandoli sui canali social Facebook ed Instagram della testata giornalistica Anteprima 24 e sul sito on line della stessa”.

Nel procedimento, coordinato dalle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione, risultano parti offese l’ex ministro e la moglie. Ora Boccia e il giornalista dovranno comparire nell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Roma il prossimo 3 dicembre.

Per ottobre è invece fissato il processo che vede imputata Boccia per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.

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