Non è certamente un periodo fortunato per Andrea Sempio che a fine settembre conoscerà l’esito delle nuove indagini condotte dalla Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi e che potrebbero concludersi con un rinvio a giudizio (le novità sono attese il prossimo 28 settembre). Il 38enne, infatti, alla fine del mese perderà il lavoro assieme ad altri tre colleghi.
Licenziamento dopo lo sfratto
Infatti, il 31 agosto ci sarà un cambio di gestione del negozio di telefonia dove lavora attualmente e come scrive IlMessaggero, verrà licenziato. La speranza di Sempio è che possa essere mantenuto nel negozio dove lavora attualmente anche dai nuovi proprietari ma non vi è alcuna certezza.
A seguito della riapertura delle indagini e del clamore mediatico che si è creato intorno a lui, alcune settimane fa è stato anche sfrattato dall’appartamento in affitto dove viveva, a Voghera, perché il proprietario ha deciso di non rinnovargli il contratto. Le cause, come accennato, si riferiscono soprattutto al clamore sulla vicenda giudiziaria e alla presenza dei giornalisti sotto casa che non rendevano agevole, per gli altri inquilini, abitare nel suo stesso stabile.
Dove vive adesso
Dunque, Sempio è tornato a casa dei genitori con papà Giuseppe e mamma Daniela che quasi due mesi fa (era il 17 giugno) è stata ricoverata d’urgenza in ospedale a Vigevano per un’overdose di barbiturici che ne poteva provocare la morte. Come poi è stato detto, la forte pressione mediatica sulla riapertura del caso Garlasco con il figlio indiziato numero uno per l’omicidio di Chiara Poggi, ha spinto la madre all’estremo gesto. Dopo essere stata in rianimazione e aver ricevuto tutte le cure del caso, è rientrata a fine luglio nella sua abitazione.
Dunque, niente vacanze per Sempio, soltanto qualche sporadica uscita con gli amici in attesa di sapere quale sarà il suo destino. Intanto, le nuove indagini puntano a “riscrivere” la storia del delitto di Garlasco per il quale è stato condannato Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima, che è quasi arrivato alla fine di 16 anni di carcere.
