È arrivata la conferma di quanto anticipato ieri da Il Giornale: dopo il colloquio che l’avvocato Generoso Pagliarulo (uno dei loro difensori) ha avuto con gli esecutori materiali in carcere, i quattro hanno maturato la decisione di collaborare. Ci tengono a precisare che Valter Lavitola loro non lo conoscono, ma di certo sanno chi è Clesio Gomes Tavares, il factotum di Lavitola. E, a cascata, è proprio su di lui che si abbatterebbero le confessioni dei quattro, che spiegherebbero la dinamica con cui sono stati assoldati, pagati, chi ha fornito loro le indicazioni. E, soprattutto, se sapessero chi abitava in quella casa, se fossero stati messi al corrente che l’attentato fosse per Sigfrido Ranucci.
Gomes Tavares, il latitante considerato il mediatore nell’attentato a Ranucci, fa però sapere al Tg1 di essere pronto a tornare “prestissimo” nonostante l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. “Pure se tutti mi dicono di no però io sono testardo. Dicono che all’aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare”, spiega Tavares dall’Africa, il quale aggiunge di non credere che Lavitola abbia confessato: “Mi piacerebbe vedere. Il legame con Lavitola va oltre il lavoro. Siamo sempre stati insieme. Perché mi devo arrabbiare con lui? Non mi ha mai fatto niente di male”.
