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Cronaca giudiziaria

Caso Agnelli: Margherita non può citare il figlio John

Secondo l’avvocato di Elkann Paolo Siniscalchi non c’è posto nel processo penale per “insondabili rancori personali. C’è da chiedersi perché in passato abbia presentato un esposto per fatti che non le hanno causato danni”

Eredità Agnelli, la mossa del gip: imputazione coatta per John Elkann

Margherita Agnelli De Pahlen non potrà costituirsi parte civile contro suo figlio John Elkann: i reati fiscali contestati al presidente di Stellantis dai pm di Torino non le avrebbero procurato «danni morali», da lei quantificati nella cifra di 1,3 milioni. Semmai, sempre che Elkann venga ritenuto responsabile, sarebbe stata la collettività a subire un danno: le contestazioni infatti sono truffa allo Stato e dichiarazioni fraudolente. «Non è detto che l’autore di un reato provochi automaticamente un danno all’immagine e alla reputazione di tutti i componenti della sua famiglia», scrive la giudice Irene Giani. Secondo l’avvocato di Elkann Paolo Siniscalchi non c’è posto nel processo penale per «insondabili rancori personali. C’è da chiedersi perché in passato abbia presentato un esposto per fatti che non le hanno causato danni». Per l’avvocato di Margherita, Dario Trevisan, l’impianto accusatorio «è rimasto fermo e impregiudicato». De Pahlen è stata invece ammessa come parte civile per la parte del procedimento sugli assetti proprietari della Dicembre, la società «cassaforte» che attraverso

Exor controlla tutte le società dell’impero Agnelli. L’accusa in questa tranche - ha stabilito la gup accogliendo una eccezione di Trevisan - è falso aggravato, in quanto i documenti sono stati redatti dal notaio Remo Morone, imputato insieme al commercialista Gianluca Ferrero. Così facendo, si allungano i tempi della prescrizione per il reato.

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