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Cronaca giudiziaria

Sempio, cimici in casa, i dubbi su Lovati in tv e la paura di inchieste: “Torneranno da me”

L’indagato si lascia andare: “Io e la Angela (Taccia) ce lo aspettavamo già. L’avvocato sembra voglia diventare opinionista”

Bugie, soliloqui  e l'impronta 33. I 21 punti dei pm contro Sempio. "Risentimento verso la vittima"

La strategia di Andrea Sempio, tra ospitate in tv per convincere i giudici popolari della sua innocenza e dubbi sui suoi stessi avvocati. È quello che emerge dalle nuove intercettazioni depositate agli atti dalla Procura di Pavia, pronta a chiedere per l’indagato il processo per l’omicidio di Chiara Poggi.

A delineare le conversazioni in casa tra Andrea e i suoi genitori è un’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano del 22 settembre scorso, che svela i contrasti con gli avvocati, in particolare modo con l’allora difensore Massimo Lovati, che da ßa poco sarebbe stato sollevato dall’incarico.

I miliari mettono nero su bianco la preoccupazione di Sempio per l’esito del Dna sulle unghie della vittima oggetto dell’incidente probatorio. Perché se il perito del giudice avesse applicato il metodo biostatistico, «rifai la consulenza della Procura praticamente», dice Sempio, temendo dunque che anche la genetista Denise Albani, avrebbe potuto determinare la compatibilità tra il suo aplotipo Y e il materiale genetico sulle unghie di Chiara. L’indagato sottolinea però che «Angela (Taccia, ndr) dice che qualora dovesse esserci un processo e si va in Corte d’Assise, è formato da giudici popolari che si informano mica nei confronti di persone innocenti» spiega Compagna, pronunciando parole pesantissime e quasi inimmaginabili. I Poggi la vedono così e le loro richieste le hanno già fatte a suo tempo , contro Stasi. Quei soldi Stasi li sta ancora versando, ma Giuseppe Poggi su questo versante è stato attento: «Io non li tocco - mi ha detto tempo fa - e nel caso li restituirò». Alla domanda «provate sollievo a pensare che forse non era stato il fidanzato, ma un altro ragazzo, che obiettivamente poteva sfuggire al controllo dei genitori?», i Poggi non si smuovono: « Si, era legato a Chiara ma con lui abbiamo mangiato insieme pochissime volte». Oggi comincia un nuovo capitolo giudiziario: i Poggi saranno altrove.

sui giornali e quindi sarebbero a favore di Sempio» si legge. A quel punto la conversazione si concentra su Lovati che «sembra voglia diventare opinionista in televisione» sottolinea Andrea. «Infatti ha detto alla Guardia di Finanza durate la perquisizione (quella a casa dei genitori del 26 settembre per la corruzione in atti giudiziari in relazione all’archiviazione dell’indagine del 2016) che era ßin qualità di opinionista» e non quindi in veste di legale, come invece ha sempre dichiarato il penalista, lamentando di essere stato distolto dall’udienza dell’incidente probatorio, tenutasi proprio quella mattina.

Senza considerare che solo due giorni prima il padre Giuseppe, rispondendo al figlio sull’intervista rubata da Fabrizio Corona a «Gerry la Rana» era stato lapidario su Lovati: «Ci sta mentendo».

Un altro elemento ritenuto interessante dagli inquirenti è la consapevolezza di Sempio che, prima o poi, sarebbe di nuovo finito indagato. È il 22 dicembre dell’anno passato e a casa la famiglia parla dell’inchiesta. Da un’intercettazione ambientale emerge che l’amico di Marco Poggi e sua madre Daniela Ferrari avevano il presentimento che il 38enne sarebbe finito ancora nel mirino della magistratura. Daniela dice: «Io non so perché ma me la sono sempre sentita che risuccedeva». E Andrea: «Ma quello lo dicevamo anche io e la Angela (Taccia, ndr) che prima o poi...

Io pensavo una volta che lui (Alberto Stasi, ndr) fosse uscito dal carcere, le ho detto “quando quello esce”».

Una conversazione che inizia con una sorta di «profezia» di una sua cliente. «Beh, una mia cliente rumena che però in Romania lavorava nella Polizia, quando è successo questo casino qua questa volta mi ha detto ’me lo aspettavo prima, non me lo aspettavo’». Il colloquio poi vira sull’inchiesta: «Comunque sia Cataliotti mi stava facendo notare un po’ di cose, stava facendo notare che eh... ad esempio lui (Stasi, ndr) ... in tutte le sit non parla mai dell’estathè, nell’interrogatorio che gli ha fatto la pm lui dice che lui beveva l’estathè che ha preso lui o che... cioè era precisissimo, ricordava la marca della birra ricordava tutte le cose che ha preso, l’estathé non lo cita mai». Il tema dei contenuti dell’indagine è il filo di quasi tutte le conversazioni intercettate. Giuseppe Sempio parla di «indagini sul niente...

come si chiama su ... il dna... ßnon c’é niente... perché è partito tutto dalle Iene» Bocellari, e De Rensis». Daniela sembra infine preoccupata: «Sì però se quelli là fanno le indagini e trovano tutte ste cazzate e a ste cazzate ci credono ... perché quelli là ci hanno creduto».

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