È stato colpito violentemente con un machete, prima alla testa e poi in altre parti del corpo. Caduto a terra, è stato immobilizzato e colpito ancora alla testa, il capo sbattuto più volte contro il pavimento. Il tutto mentre nessun altro riusciva a intervenire, poiché il complice dell’aggressore, presente sul posto, brandendo una roncola, affiancava l’autore durante l’aggressione e minacciava le persone presenti. È stato arrestato dal gip di Prato ed è finito in carcere un quarantaduenne della della provincia del Fujian, che lo scorso 28 settembre, a ridosso delle ore 15,30, all’ingresso del ristorante “Food Center”, nel cuore della Chinatown pratese, ha aggredito un trentasettenne suo connazionale. La dinamica è stata ricostruita anche grazie a un video.
Si è trattato, probabilmente di un regolamento di conti: l’aggressore aveva già patteggiato una condanna, sentenza passata in giudicato, per reati di criminalità organizzata comune, in particolare è stato ritenuto promotore di una organizzazione criminale volta all’esecuzione di estorsioni nella città di Prato, negli anni intorno al 2009. Ma anche la vittima è stata condannata a otto anni di reclusione per tentato omicidio, per aver sparato quattro volte a bruciapelo al volto della persona che nei giorni scorsi lo ha colpito con un machete. Era successo all’interno di una tavola calda-rosticceria, a Prato. La vicenda giudiziaria si è conclusa definitivamente nel febbraio 2024, quando la Corte di Cassazione ha confermato la condanna. L’agguato era avvenuto una sera del 24 gennaio del 2021. La vittima era riuscita miracolosamente a sopravvivere e si era fatta curare da un medico cinese, il quale non aveva mai denunciato alcun reato e all’epoca il responsabile del delitto si era rifiutato di indicare il nome. Dunque, il 28 settembre decorso, spiegano gli inquirenti in un comunicato, “è andata in scena una condotta omicidiaria a parti invertite, nel quadro di un’effervescenza criminale che continua a caratterizzare il territorio della città di Prato”.
Le ulteriori attività di perquisizione effettuata nell’ambito dell’inchiesta della procura guidata da Luca Tescaroli, hanno consentito di rinvenire, all’interno del ristorante, trentasette grammi di Ketamina, occultati all’interno di una scatola nel cassetto del registratore di cassa, e quattro pasticche di Ecstasy rinvenute su un vassoio.
La vittima, che ha riportato lesioni da arma da taglio al capo e agli arti superiori, è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ambulanza presso l’Ospedale “Santo Stefano” di Prato. È stato solo per la sua capacità di difendersi e per l’intervento dei carabinieri che è riuscito a sopravvivere.
A eseguire l’arresto il Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Prato, con la collaborazione del personale della Stazione di Jolo e grazie al supporto dell’Unità Cinofila Antidroga della Polizia Locale di Prato. Sul posto veniva rinvenuto e sequestrato il grosso machete e nelle immediate vicinanze la roncola utilizzata dall’altro indagato destinatario della misura cautelare.
