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gli scontri

“Ci hanno scagliato addosso la grata del nostro blindato”. Il racconto choc di un poliziotto a Bologna

L’agente era a protezione della prefettura quando centri sociali e collettivi sono partiti all’attacco, con un obiettivo non noto ma solo per arrecare danni

Quel legame indissolubile tra il Pd e gli estremisti

Le immagini degli scontri di Bologna hanno fatto il giro del mondo, la violenza dei centri sociali è diventata un biglietto da visita per una delle città più belle e amate d’Italia. Ma non è certo una novità per chi conosce Bologna e ne segue le dinamiche, perché questa, più di altre, è una città in mano ai violenti dei centri sociali, che cercano qualunque scusa possibile per devastare e distruggere, per attaccare lo Stato e chi lo rappresenta, quindi i poliziotti. Ci sarebbero i modi per ridurne l’impatto sulla città ma la sinistra che si definisce “democratica” preferisce coccolarli nella speranza di avere i loro voti. Ed è così che non vengono sgomberate le sedi occupate, che non vengono effettuati i controlli necessari, lasciandoli liberi di prendersi la città.

Non sono ancora noti i danni complessivi causati dagli antagonisti a Bologna la notte tra lunedì e martedì ma è noto il bilancio dei feriti tra gli agenti: oltre 60. Non è il record di quest’anno ma è tra i primi tre. Numeri da guerriglia urbana tra le peggiori, che non stupiscono visto quanto accaduto. “Io ero stanziato a protezione di uno dei due ingressi della prefettura, in piazza Roosevelt, quando la piazza si è riempita con parecchie facce a noi note, come gli esponenti dei collettivi e centri sociali. A quel punto, sono partiti i cori e le offese. Nulla a cui non fossimo abituati. Poi tutto è degenerato in un quarto d’ora al massimo. Un gruppo ha assaltato il nostro blindato e staccato la grata protettiva scagliandocela addosso. È lì che mi sono fatto male”, ha spiegato l’agente a Il Resto del Carlino. “Ho riportato una prognosi di otto giorni per ferite alla schiena e a un braccio a seguito degli scontri, ma sono anche amareggiato perché non è mai bello assistere a momenti del genere”, ha spiegato al quotidiano bolognese.

Ci sono anche colleghi che hanno avuto oltre 30 giorni per la frattura del piede, altri che ne hanno presi quasi 20 per lesioni agli arti. Un bollettino di guerra indegno per una società civile come dovrebbe essere quella italiana, che da sinistra non ha ricevuto la solidarietà convinta che ci aspetterebbe. “Mente chi sostiene di non avere paura. Abbiamo una vita al di fuori della divisa e comunque noi abbiamo a cuore i sentimenti di tutti: sia di chi la pensa come noi, sia di chi la pensa diversamente. Non vorremmo mai arrivare a quel punto di tensione”, ha aggiunto l’agente. Ora sono in corso gli accertamenti ma le immagini della guerriglia difficilmente verranno dimenticate.

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