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Il caso sollevato dal Giornale

“Da Ranucci sospetti infamanti”: il centrodestra fa quadrato attorno alla Colosimo

Dall’opposizione l’unico partito a esporsi è Italia Viva, tramite la componente in commissione Raffaella Paita

Ranucci smentisce la gola profonda e minaccia vie legali, Esperia lo sfida: "Confermiamo tutto"

Il caso sollevato da Il Giornale sulle dichiarazioni rese da Ranucci alla Procura di Roma, in cui indicava il nome della presidente della commissione bicamerale antimafia, Chiara Colosimo, sta generando una compatta richiesta di chiarezza nella maggioranza. E il solito silenzio da parte della sinistra. A intervenire è il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, capogruppo in commissione Antimafia che definisce “agghiacciante quanto sta emergendo sull’attentato di Ranucci, il quale sentito il giorno dopo dalla Procura di Roma non ebbe alcuna remora a fare il nome di Chiara Colosimo come ‘sua’ indiziata, per poi coinvolgere, in seguito, anche il senatore Fazzolari e i deputati Cangiano e Filini. Sospetti infamanti rivolti ad esponenti di Fratelli d’Italia con il solo obiettivo di infangare un partito che lui considera scomodo e che in tutti i modi andava colpito”. La deputata di Fdi Sara Kelany, esprimendole solidarietà, sottolinea come “mettere in dubbio la sua figura attraverso accostamenti pretestuosi sia un atto grave. Chiara Colosimo ha sempre svolto e continua a svolgere il proprio ruolo con il massimo rigore, trasparenza e fermezza nella lotta alla criminalità organizzata”. Vicinanza anche dal senatore meloniano Salvo Sallemi: “Emerge in maniera sempre più chiara come l’obiettivo del giornalista fosse quello non di accertare i fatti, bensì di infangare l’onorabilità di Fratelli d’Italia e dei suoi rappresentanti. Gli accertamenti su quanto avvenuto stanno invece raffigurando un quadro inquietante, su cui Ranucci dovrebbe interrogarsi, che vedrebbe coinvolto il suo amico Valter Lavitola”. Dall’opposizione l’unico partito a esporsi è Italia Viva, tramite la componente in commissione Raffaella Paita che ha dichiarato: “Non commento indagini o interrogatori e come sempre attendo l’esito delle verifiche ma posso, come membro dell’antimafia, testimoniare la correttezza della presidente Colosimo che non può certo pagare con la sua reputazione fatti che riguardano un membro della sua famiglia. In ogni circostanza che abbiamo approfondito la sua conduzione è stata seria e indipendente ivi comprese le audizioni di Ranucci e di Del Mastro”. A chiedere una presa di posizione anche alla Rai, alla luce degli ultimi fatti, è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “È opportuno che il comitato etico della Rai faccia le sue verifiche con rapidità e precisione nei confronti di Ranucci perché qui nessuno vuole censurare nessuno, ma nemmeno si può avere il sospetto che un programma di inchiesta possa lanciare illazioni dopo che il suo conduttore ha frequentato a lungo Lavitola e forse, chissà, altri personaggi inquietanti”.

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