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Cronaca giudiziaria

Garlasco, sentito dai pm il generale Garofano

Garofano, che nel 2007 era a capo dei Ris, è stato ascoltato come persona informata sui fatti per circa 90 minuti e in precedenza sono stati ascoltati anche altri ufficiali di allora del Ris che collaborarono alle indagini

"L'ho saputo nel 2025". La verità di Garofano sulla consulenza di Sempio

La procura di Pavia ha sentito Luciano Garofano, ex generale del Ris di Parma, e alcuni ufficiali del Ris che nel 2007 indagarono per l’omicidio di Chiara Poggi. È stato il Tg1, ieri, a svelare uno degli ultimi atti istruttori dei magistrati di Pavia prima di consegnare il secondo avviso di chiusura indagini ad Andrea Sempio, l’attuale indagato per il delitto di Garlasco. Garofano, che nel 2007 era a capo dei Ris, è stato ascoltato come persona informata sui fatti per circa 90 minuti e in precedenza sono stati ascoltati anche altri ufficiali di allora del Ris che collaborarono alle indagini. Massimo riserbo sul contenuto del faccia a faccia. Non si escludono approfondimenti sulle indagini scientifiche del 2007 al centro dei nuovi accertamenti della Procura di Pavia.

Intanto c’è attesa per il deposito ai pubblici ministeri dell’ultima delle quattro consulenze disposte negli accertamenti integrativi, nell’ambito della nuova inchiesta che vede indagato Sempio. Il 28 settembre, data indicata dal procuratore Fabio Napoleone come termine di fine indagine, si tireranno le somme degli approfondimenti effettuati in questi mesi e la Procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio del 38enne per omicidio aggravato. Al momento l’unica consulenza che ancora manca all’appello è quella psichiatrica. Tra le altre, già prodotte ai pm, c’è quella per riesaminare, alla luce delle ultime osservazioni difensive, il capitolo del Dna sulle unghie della vittima, che l’accusa attribuisce alla linea

paterna di Sempio. Poi c’è la consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche di Sempio e quella supplementare sull’impronta a pallini lasciata sul pavimento della villetta il giorno del delitto.

Salvo sorprese, la ricostruzione e gli elementi a carico dell’indagato sono immutati. Sempio, per la Procura di Pavia, avrebbe ucciso con un oggetto contundente la sorella dell’amico d’infanzia Marco colpendola più volte, almeno 12 le ferite sul cranio e al volto, per «motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

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