Francesco Gentile, segretario generale dell’Aspmi, una delle associazioni sindacali nate tra i militari dopo la legge 46 del 2022, ha scoperto di recente quanto non esista nei titoli la parola «presunto». È successo quando alcuni quotidiani lo hanno accusato di aver usato la cassa del sindacato per spese personali, tra orecchini e un motorino. Poco spazio ha avuto invece lo stato del procedimento, fermo all’udienza predibattimentale: nessun giudice si è pronunciato e resta possibile una sentenza di non luogo a procedere, esito che gli avvocati Ervin Rupnik e Carlo Cittadini, legali dell’Aspmi, ritengono probabile alla luce di una contabilità già messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gentile, riferiscono i legali, aveva infatti chiesto di essere interrogato e aveva consegnato tutta la documentazione sui bilanci e sui fatti contestati.
Già delegato del Co.Ce.R., Gentile si era battuto per la legge sui sindacati militari. Nella fase di avvio dell’Aspmi la normativa non consentiva ancora di tesserare gli iscritti né di incassare le quote e l’associazione ha scelto di attendere che la legge lo permettesse. Le spese, intanto, le ha anticipate tutte Gentile: oltre 40mila euro per necessità amministrative delle diverse sedi e dei dirigenti, per viaggi, pagati in alcuni casi anche a chi oggi lo ha denunciato, e per esigenze organizzative. Secondo il sindacato, dalle carte consegnate in procura emerge che, per coprire tali spese sindacali, il segretario nazionale Gentile ha acceso finanziamenti personali che ancora sta rimborsando: di queste somme ha recuperato una parte del capitale (ma non ancora tutto) e risulta tuttora a credito; gli interessi, invece, li ha pagati lui, senza addebitarli all’associazione.
Gentile, dunque, respinge le accuse, che ritiene infondate sulla base dei documenti, dei bilanci e, ove non bastasse, delle testimonianze. A querelarlo sono state cinque persone, decadute dall’associazione per il mancato rispetto dello Statuto, il cui ricorso, presentato d’urgenza nell’agosto 2025, è stato rigettato il 27 agosto 2025 dal Tribunale di Roma, che li ha anche condannati al pagamento delle spese legali per 7.500 euro oltre accessori di legge in favore dell difensore dell’Aspmi avvocato Alessando Bianchini.
Una vicenda, questa civile, chiaramente distinta da quella penale, precisano i legali, ma che serve a comprendere il contesto. Quanto ai bilanci in questione, gli avvocati ricordano che erano stati approvati per ben due volte dagli organi sociali dell’Aspmi con il voto favorevole proprio di chi oggi li mette in discussione. I bilanci, poi, sono anche stati vistati dal revisore contabile. Per il sindacato, se si vuole comprendere a fondo la questione, è impossibile separare le accuse dallo scontro interno sulla gestione dell’associazione e dal tentativo di colpire un segretario che conserva la piena fiducia della Segreteria nazionale.
La nota più suggestiva, poi, è quella degli orecchini, l’episodio che più colpisce l’immaginario collettivo ma nel quale Gentile non ha alcun ruolo, neanche marginale. Riferiscono i legali dell’Aspmi che per tabulas emerge chiaramente che si tratta di uno scambio di scontrini da 20 euro ciascuno, verbalizzato subito e documentato dai riscontri bancari consegnati anche agli inquirenti. Una dirigente sindacale dell’Aspmi, in una regione del sud, aveva comprato degli orecchini di bigiotteria da venti euro per fare un regalo personale; lo stesso giorno, nel negozio accanto, la medesima dirigente aveva acquistato per il sindacato un toner da stampante per lo stesso importo.
Accortasi di aver conservato lo scontrino sbagliato ai fini del rimborso, la stessa forniva i giustificativi necessari a conferma dell’acquisto del toner, che l’associazione ha poi successivamente rimborsato. Per il motorino, riferisce la difesa, le carte dimostrano che non è mai stato speso un solo euro.
Nei resoconti è rimasto ai margini anche il resto, dalle giornate e nottate trascorse alla Funzione pubblica al lavoro ai tavoli tecnici per dare risposte ai militari e alle loro famiglie. «Nessuno chiede di sottrarre Gentile alle verifiche della magistratura, nella quale riponiamo piena fiducia e alla quale continueremo a garantire la massima e più leale collaborazione», si legge nella nota del sindacato. «Chiediamo che anche la sua versione trovi spazio e che le accuse di cinque persone, non supportate da alcuna prova, non vengano presentate come responsabilità già accertate».
