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Cronaca giudiziaria

Garlasco, ultimo atto. Sempio incriminato ma restano i misteri su indagini e veleni

Domani la chiusura della seconda inchiesta sul delitto di Chiara Poggi e la richiesta del processo a carico del nuovo indagato

La procura di Pavia chiede una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio

Il dado è tratto. Domani la Procura di Pavia chiuderà la seconda inchiesta su Garlasco, che scagiona il condannato Alberto Stasi e individua in Andrea Sempio l’unico autore del delitto, commesso la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. E se da un lato il pool di magistrati pavesi, guidato da Fabio Napoleone, è pronto a svelare l’intero impianto accusatorio sulla base del quale chiederà al giudice di processare Sempio, dall’altro prosegue l’attività investigativa su almeno altri tre fascicoli scaturiti in questo anno e mezzo di indagini, che man mano che procedevano negli approfondimenti hanno aperto voragini così profonde da ipotizzare altre fattispecie di reati, non collegati alle fasi dell’omicidio ma relativi a presunte omissioni e favoreggiamenti.

È proprio in relazione a un nuovo filone che venerdì sarebbe stato sentito come testimone, per un’ora e mezza, il generale Luciano Garofano, comandante del Ris di Parma che effettuò le analisi scientifiche nel 2007. L’audizione, davanti al procuratore aggiunto Stefano Civardi, segue quella di alcuni suoi fedelissimi, incaricati dall’allora Procura di

Vigevano di eseguire gli accertamenti biologici, e si sarebbe concentrata, con domande mirate, su alcuni aspetti biologici relativi agli approfondimenti tecnici sui reperti della scena del crimine, considerando il fatto che, alla luce dei numerosi errori emersi dal fascicolo del 2007, il caso si è trasformato in un’indagine sull’indagine. Sull’audizione c’è il massimo riserbo, sia da parte degli inquirenti, sia dal generale, che si è limitato a rispondere: «Non posso rivelare alcunché». Insomma, il mistero sulle nuove istanze dei pm si infittisce, mentre nelle prossime ore verranno rese note, con il deposito del 415 bis, tutte le contestazioni nei confronti del nuovo indagato, quei 21 indizi sulla base dei quali gli inquirenti considerano Sempio l’assassino di Chiara.

«Siamo in febbrile, vigile, ma serena attesa», ha commentato l’avvocato Liborio Cataliotti, che insieme con la collega Angela Taccia difende l’amico di Marco Poggi. «Non è detto che la chiusura delle indagini venga poi immediatamente notificata - aggiunge Cataliotti - potrebbero passare anche molti giorni, ma data la mediaticità del caso, potrebbe avvenire anche immediatamente», sottolinea. Quello che la difesa di Sempio attende ora è la

seconda discovery, dopo quella dello scorso maggio che ha svelato i punti chiave dell’impianto accusatorio e a cui è seguito il deposito delle consulenze del team difensivo, a seguito delle quali il procuratore Napoleone ha chiesto ai suoi esperti di valutare il rigore e l’affidabilità scientifica degli elaborati della difesa. E le nuove consulenze sono state depositate proprio nei giorni scorsi dagli esperti della Procura. Tra queste uno specifico approfondimento del professor Carlo Previderè sul dna sulle unghie della vittima, che il perito del giudice ha ricondotto alla linea paterna di Andrea Sempio, un’integrazione sulle misurazioni antropometriche di Sempio, firmata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, nonché la consulenze sulle impronte a pallini insanguinata, lasciata dal killer sul pavimento della villetta e per gli inquirenti compatibile con il piede di Sempio, affidata al tenente colonnello dei Ris Giampaolo Iuliano e all’esperto Nicola Caprioli.

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