Un vero interrogatorio di garanzia davanti alla gip Chiara Valori quello di ieri mattina e durato un’ora scarsa in carcere a San Vittore per il rapper Tony Boy, un «rito» compiutosi secondo copione, quello vero, non a beneficio dei social, per una volta.
Sedendosi davanti al giudice, Tony Boy sceglie la strategia bipartita che ogni avvocato penalista (e quindi anche il suo difensore, Niccolò Vecchioni (nella foto), legale di altri famosi trapper) raccomanda quando le prove sono disomogenee: negare quello che si può negare, ammettere quello che non si può. Sulla droga, fermezza assoluta non spacciava, la usava, ha una dipendenza conclamata, formula che nell’aula suona come attenuante e fuori suona come headline. Sulla pistola, resa senza condizioni: sì, era sua, se l’è procurata su Telegram dopo un furto in casa, la voleva per difendersi. Confessione pulita, quasi elegante nella sua linearità la versione che un avvocato costruisce quando sa che il reperto materiale non lascia margini di manovra.
Non pervenuta, nell’interrogatorio, la diretta Instagram durante la perquisizione. Lo dice il suo difensore con la disinvoltura di chi archivia una domanda scomoda in una categoria burocratica: non rientra nei fatti contestati. E infatti no, tecnicamente non c’entra nulla col possesso d’arma o con lo spaccio c’entra con tutto il resto, con l’estetica del gesto, con l’istinto di trasformare in contenuto anche il momento in cui la polizia ti perquisisce casa. Ma quello, si sa, non è reato. È solo il sintomo.
Fuori dal carcere, mentre dentro si discute di custodia cautelare, la scena si ricompone secondo un altro copione, questo sì fedele al personaggio: due fan 14enni su una panchina, in attesa, convinti dicono che lo vedranno uscire in giornata. C’è anche il complice di sabato, il 32enne indagato per resistenza.
La pm aveva chiesto la misura più dura, parlando di pericolosità elevatissima legata proprio all’arma. La difesa ribalta la richiesta: nessuna misura, o al massimo i domiciliari. Nel tardo pomeriggio la gip sceglie i secondi.
