Andrà in carcere il commesso del minimarket di Torino accusato di avere palpeggiato una tredicenne, lo scorso 28 agosto. Lo ha deciso il tribunale del Riesame, che ha sostituito con il carcere l’obbligo di firma. Le motivazioni per il 42enne, originario del Bangladesh, nei prossimi giorni. Per il 17 settembre, intanto, è fissata l’udienza, sempre davanti al Riesame, del ricorso presentato dal legale dell’uomo sempre sull’ordinanza del gip.
È stata quindi accolta la richiesta della pm Eleonora Sciorella, che il primo settembre aveva impugnato l’ordinanza di scarcerazione del gip, chiedendo al tribunale della Libertà il carcere per l’indagato. Una richiesta motivata dal pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
Il 42nne ha fatto sapere che è pronto a frequentare un corso per uomini abusanti. Il minimarket invece è chiuso da settimane, dopo che era stata staccata la corrente elettrica per il mancato pagamento di alcune bollette. Negli scorsi sono comparse delle scritte sulla sua saracinesca: “Pedofilo infame”.
La violenza risale al 28 agosto. Quella mattina una ragazza di 13 anni raggiunge il minimarket a Madonna di Campagna, alla periferia di Torino, per comprare una merenda. Il commesso si avvicina a lei con una scusa per poi bloccarla e palpeggiarla. Il giudice delle indagini preliminari aveva deciso di convalidare l’arresto, ma di non applicare la custodia in carcere, rimettendo l’uomo in libertà con il solo obbligo di firma. Una decisione che aveva suscitato tantissime polemiche.
