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Cronaca internazionale

A Ceuta abbandonata dilaga la barbarie. “Uno stupro al giorno”

Oltre 20 casi di violenze. I carnefici sessuali sono in gran parte immigrati. Oggi la manifestazione di protesta: si temono disordini

Tensione Le forze dell'ordine cercano di contenere i clandestini che si trovano ancora a Ceuta

«Quasi una violenza sessuale al giorno» è l’allarme lanciato dalla procuratrice capo di Ceuta, Silvia Rojas. Dall’inizio dell’invasione, un mese fa, sono stati denunciati 23 casi di stupri e abusi contro migranti. Tredici vittime sono minori tra i 10 e 17 anni. I carnefici sessuali sono in gran parte migranti. Al momento sono stati identificati 8, metà marocchini, tre spagnoli e un belga. Tutte le vittime sono donne o bambine a parte un appartenente alla comunità Lgbtq+. «C’è stato un incremento esponenziale di questi reati da quando si è prodotta l’entrata in massa di persone» ha dichiarato Rojas al quotidiano El Pais. L’ultimo stupratore è stato arrestato lunedì pomeriggio. Un migrante marocchino che ha dichiarato di avere 17 anni e ha abusato sessualmente di tre minori, forse quattro, di origine nordafricana. Bambine fra i 10 e 11 anni che si trovavano nel centro di prima accoglienza temporanea Piniers nel malfamato quartiere di El Principe a maggioranza musulmana. L’orco, era pure ospite, in quanto sedicente minore. Gli altri migranti irregolari lo hanno sorpreso e picchiato e in seguito è stato arrestato dalla polizia.

Gli abusi si sarebbero verificati nelle prime due settimane dopo l’ondata umana che ha travolto Ceuta. «La situazione è preoccupante, si verifica quasi una violenza sessuale al giorno» ha avvertito la procuratrice, che lavora nella città autonoma da 22 anni e non ha mai visto niente del genere. «Siamo di fronte a un evento senza precedenti nella storia della Spagna. Ceuta non può affrontare da sola questa situazione. Non ne ha le capacità» denuncia la responsabile della procura. Non solo: dei 214 clandestini espulsi in Marocco, dal 10 al 31 agosto, dopo l’ondata iniziale, per avere commesso reati, tre avevano precedenti di terrorismo jihadista. La notizia è stata confermata alla testata La Vanguardia da fonti di polizia. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolinea che «i servizi spagnoli hanno espulso 3 persone che erano considerate collegate all’Isis». Il Sindacato unificato degli agenti spagnoli (Sup) rilancia denunciando che «sono già più di 10 gli identificati che presentano precedenti, segnalazioni o profili di interesse legati al radicalismo jihadista» arrivate a Ceuta con l’invasione del 30 luglio. La soluzione della crisi procede a rilento con almeno 5mila migranti ancora nell’exclave. I funzionari che devono autorizzare le espulsioni «si rifiutano di firmare gli atti per paura di essere condannati per abuso d’ufficio». In pratica tutti i clandestini chiedono asilo politico provocando una lenta procedura di controllo. Il governo sta cercando di correre ai ripari per tamponare la crisi con uno stanziamento di 309 milioni di euro per «riattivare e rilanciare» l’economia di Ceuta, che si basava anche sul turismo.

Oggi si terrà in tutta la Spagna una Giornata per Ceuta, mobilitazione di sostegno indetta dalla Federazione spagnola dei Comuni e delle Province. Il presidente/sindaco della città autonoma, Juan Jesus Vivas, ha invitato gli spagnoli a partecipare, al di là delle divisioni politiche, con lo slogan «Ceuta non si vende, Ceuta si difende». Il Partito popolare e Vox hanno subito aderito, ma anche sindaci socialisti scenderanno in piazza. Alla mobilitazione parteciperà pure la destra radicale di Democracia Nacional e Núcleo Nacional. A Madrid si temono incidenti a causa della manifestazione convocata da Podemos che denuncia: «L’inazione del governo a Ceuta è benzina per far propagare il razzismo». La mobilitazione è promossa anche da Anticapitalistas e diversi collettivi sociali. Una fonte del Giornale teme il peggio: «Scommetto che stasera a Madrid ci saranno scontri fra manifestanti e polizia».

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