Doveva essere una normale pubblicità universitaria. Tre studenti sorridenti, qualche buon piatto, felpe del campus e l’immancabile immagine rassicurante della vita a Stanford. Poi qualcuno ha pensato che la realtà, evidentemente, avesse bisogno di una ritoccatina. E l’intelligenza artificiale ha fatto il resto: uno studente ispanico è sparito dalla fotografia ed è stato sostituito da una donna nera che non esiste.
L’ultima meraviglia arriva dalla Stanford University, uno degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti e, incidentalmente, uno dei luoghi dove l’intelligenza artificiale viene studiata da decenni. A scoprire il caso è stato lo Stanford Review, giornale universitario che ha ottenuto le immagini prima e dopo il trattamento digitale. Stanford ha poi confermato ufficialmente che la fotografia era stata modificata attraverso l’AI.
Nello scatto originale compaiono tre ragazzi all’interno di una struttura dedicata alla ristorazione del campus. Uno di loro è Billy Ramirez, studente di Stanford. Nella versione utilizzata per la campagna del Residential & Dining Enterprises, però, Ramirez semplicemente non c’è più. Al suo posto compare una donna nera generata artificialmente. Non un’aggiunta sullo sfondo o una correzione estetica: sono cambiati sesso, etnia e volto della persona ritratta.
Il diretto interessato inizialmente s’è messo a ridere. Ramirez ha raccontato di essere rimasto “sconcertato” quando un amico gli ha mostrato il confronto tra le due fotografie. Poi l’ilarità ha lasciato spazio al fastidio. Vedere modificata la propria identità e venire eliminato da un’immagine che avrebbe dovuto rappresentarlo, ha spiegato, lo ha fatto sentire “cancellato”.
E qui il cortocircuito diventa quasi perfetto. Nell’università americana in cui rappresentazione, identità e inclusione sono da anni parole onnipresenti, uno studente reale viene letteralmente cancellato dalla fotografia e sostituito da una persona… inventata. Non sappiamo perché sia stata scelta proprio una donna nera né Stanford ha indicato una finalità legata alla diversità. Il risultato, però, rimane: per migliorare una foto è stata creata con l’AI un’identità al posto di quella vera.
Ramirez, oltretutto, non è stato l’unico a subire il trattamento. Anche gli altri due studenti presenti nello scatto originale sono stati ritoccati: i loro volti appaiono più magri nella versione “aggiornata”. Sono stati cambiati anche alcuni dettagli dell’abbigliamento. In un caso la scritta “Stanford University” è diventata più evidente, mentre dal collo di uno studente sono sparite delle cuffie.
La vicenda ha costretto l’ateneo a intervenire. Charlene Gage, responsabile delle pubbliche relazioni di Stanford, ha confermato che l’immagine è stata alterata attraverso l’intelligenza artificiale e soprattutto che l’operazione violava le regole della stessa università. La policy di Stanford vieta infatti l’impiego dell’AI per creare o modificare immagini di persone, eventi, ricerche, strutture o risultati riconducibili all’ateneo. Anche la mancata indicazione dell’intervento artificiale costituisce una violazione. I banner sono stati quindi rimossi e Stanford ha annunciato nuova formazione per il personale e controlli più accurati sui materiali pubblicitari.
Insomma, l’intelligenza artificiale avrebbe dovuto probabilmente rendere più patinata la vita universitaria. È riuscita invece in qualcosa di assai più singolare: cancellare uno studente vero per inventarne uno nuovo. Nell’epoca in cui ogni fotografia aziendale deve sembrare perfetta, persino la realtà rischia di diventare soltanto una prima bozza. E a Stanford, questa volta, qualcuno ha premuto troppo forte sul tasto “modifica”.
